Perché mio figlio non ha amici 25 Set 2018

Perché mio figlio non ha amici? Genitori Preoccupati

 

È implicito nella domanda: i ragazzi hanno amici. Gli amici durante l’adolescenza sono importanti. Insomma, cosa succede a mio figlio?

Dovrebbe darsi una svegliata, buttarsi? Posso aiutarlo?

Qualche volta ci si prova. Ci provano i ragazzi, ci provano i loro genitori. Li aiutano accompagnandoli fuori, concedendo loro delle libertà maggiori di quelle che solidamente vengono date agli adolescenti (di solito, poi, il ragazzo in questione è “bravo”, quindi non c’è da avere particolare paura).Spesso questi genitori danno questi aiuti in modo attento (non si impicciano, si defilano al momento giusto), ma qualcosa non funziona.

Il ragazzo, se fa dei tentativi, si scoraggia presto davanti ai (normali) fallimenti.

 

Perché avere amici è importante?

Si potrebbe liquidare la questione molto rapidamente: è scontato, lo si vede, lo si prova sulla propria pelle. Chi ha amici sta meglio di chi non ne ha.

Da un punto di vista psicologico, la questione è più complessa. Gli amici sono persone care che consideriamo sullo stesso nostro piano: sono prevalentemente pari. Sono un po’ uguali e un po’ diversi da noi.

Vicino agli amici ci si può mimetizzare e si può emergere nelle proprie caratteristiche personali senza troppa paura di essere censurati, sminuiti. Si può essere sé stessi e, allo stesso tempo, imparare come comportarsi nel mondo da persone di cui si ha stima e di cui si condivide il modo di essere.

Per gli adolescenti che faticano ad avere amici, tutto questo è problematico.

  • È problematico mostrarsi per quello che si è: verrò mai accettato?
  • È problematico accettare gli altri come simili a sé: sembrano tutti più bravi, più capaci, migliori.
  • È problematico sentirsi compresi: si sente di vivere una condizione così unica che si sente di non avere punti di contatto con l’altro.

 

Perché si sente così?

Chiedersi “Perché mio figlio non ha amici?” vuol dire tentare di capire quale situazione viva internamente, silenziosamente, che gli impedisce di sentirsi sereno e contento all’idea di farsi degli amici.

“Mio figlio è sempre solo”

Perché vuole stare solo? Lo vuole, poi?

Lo fa di proposito? Preferisce sia così?

È una persona che rimarrà sempre sola?

Una gran parte di queste domande dipende da un senso di apprensione che il genitore prova a veder star male il figlio. È come se ci fosse la preoccupazione che il ragazzo possa avere qualcosa di sbagliato, o che i genitori abbiano fatto qualcosa di sbagliato.

Possiamo affrontare la questione in questo modo: qualcosa ha fatto sì che il ragazzo non si sentisse equipaggiato per avere amici. Il motore principale di questa condizione è la vergogna.

 

Vergogna

La vergogna è un sentimento molto presente in adolescenza: è il termometro di quanto un adolescente ha voglia di diventare adulto e di quanto pensa di farcela.

Per alcuni adolescenti, diventa una barriera insormontabile, qualcosa che dice loro, fermamente: non ce la puoi fare.

Il confronto con gli altri, i possibili amici, diventa allora un ostacolo impossibile: “non sarò mai come loro”, “mai così bravo”, “mai così disinvolto”.

In qualche misura sono sentimenti normali, che tutti gli adolescenti provano. Però, ad un certo punto, si risolvono. Se non è così allora probabilmente la situazione è problematica.

Perché mio figlio non ha amici? Forse perché in questo momento non ce la fa.

 

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Difficoltà in adolescenza