Un trattamento psicoanalitico si occupa di collocare la specificità della sua sofferenza nel quadro globale della vita di chi soffre.

Lo scopo è quello di restituire al paziente quella libertà e quel piacere che la sofferenza psichica e i sintomi gli sottraggono. Questo arricchimento vitale che parte dalle difficoltà, è un tratto caratteristico del trattamento psicoanalitico.

Il lavoro psicoanalitico parte da una sofferenza che si alimenta di ragioni che rimangono sconosciute a chi la porta. L’obiettivo del lavoro è di permettere di comprendere e vivere l’origine della sofferenza.

Le forze interne al soggetto sofferente, che ne erodono lo spazio vitale invece di sostenerlo nei suoi progetti sono, per loro natura, strettamente legate alla storia di vita. Man mano che l’esperienza di sofferenza viene compresa, la persona ne diventa sempre più padrona.

Terapeuta e paziente ripercorrono assieme la storia di vita attraverso le parole. All’interno di un trattamento psicoanalitico viene data una grande importanza alle parole, proprio per capire il senso, personale e unico, dell’esperienza che il paziente porta, e per capire quale ruolo vi abbiano i sintomi e la sofferenza che la disturbano.

Attraverso le parole, la storia viene non solo raccontata, ma ripensata: attraverso il racconto, vengono fatti emergere e messi in evidenza gli impliciti e gli automatismi che la governano.

In una situazione di sofferenza mentale, questa tende ad organizzare dispoticamente aree anche vaste della vita di una persona, privandola di molte libertà. La sofferenza ne modifica gli equilibri e la impoverisce.

Quando una persona si prende carico della propria sofferenza, con l’aiuto del terapeuta, inizia un percorso che la porterà a reimpossessarsi delle forze che la governano, allo scopo di metterle il più possibile al servizio dei propri obiettivi e desideri.
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