tamaki saito 16 Feb 2018

Tamaki Saito (n.1961) è uno psichiatra (non uno psicologo, come erroneamente citato da alcune fonti) giapponese di formazione psicoanalitica lacaniana.

Nato a Iwate, laureato in medicina presso Università di Tsukuba, si occupa prevalentemente di adolescenti e  dello studio del mondo culturale adolescenziali attraverso l’attività clinica e la pubblicazione di saggi sull’argomento. Dopo la laurea entra nell’istituto di ricerca del prof. Hiroshi Inamura, pioniere nel campo del ritiro sociale. Oggi dirige il Sofukai Sasaki Hospital a Chiba.

Il suo contributo scientifico più famoso è quello relativo alla clinica dell’Hikikomori, del ritiro sociale ed affettivo. Il saggio Hikikomori: Adolescence without end (1998; Hikikomori: adolescenza senza fine) è stato tradotto in inglese, ha avuto una larga circolazione nel mondo occidentale ed ha avuto un ruolo determinante nel diffondere in Giappone ed in Occidente la consapevolezza sul dolore dell’hikikomori e sulla sua diffusione nella società.

Tamaki Saito sembra orientarsi, nella sua concezione della cura dell’hikikomori, soprattutto ad una reintegrazione sociale della persona in hikikomori. Nello schema di trattamento proposto, il sostegno alla famiglia, i colloqui, il sostegno sembrano essere tutti passaggi tesi a creare un ambiente esterno favorevole al reinserimento.

Altri approcci al mondo hikikomori si orientano piuttosto alla creazione di ambiente interno del ragazzo, cioè degli stati emotivi e motivazionali, compatibili con la socialità.

Va detto, però, che i due approcci non si escludono, ma si integrano e, ancora più spesso, coincidono per larghe porzioni.

Tamaki Saito colpisce comunque per la grande sensibilità, e per l’accento che mette sul valore psicologico di ciascuno di questi passaggi, e soprattutto, della condizione del adolescente in hikikomori, del quale si sforza di dare un ritratto benevolo.

Secondo Saito è essenziale mettersi nei panni del ragazzo, per il terapeuta e per la famiglia. Rispetto a questo, colpisce l’accento messo sul fatto che i tratti più difficili dell’incontro con l’hikikomori, l’apparente pigrizia, l’apparente freddezza verso gli altri, la rabbia, nascondano una condizione di profondo disagio e angoscia.
Abbiamo tratto spunto da questo questo articolo.

Per altre informazioni sull’argomento

Hikikomori