Le difficoltà scolastiche in adolescenza spesso sono un utile segnale di difficoltà psicologiche sottostanti. Possono essere, cioè, la via attraverso cui si manifestano delle difficoltà psicologiche adolescenziali.
Situazioni quali:
- calo del rendimento scolastico e difficoltà ad affrontare la scuola con profitto
- disinteresse nei confronti della scuola, “pigrizia”
- Situazioni del tipo “È intelligente ma non si applica” o “Studia ma non rende“
- difficoltà di relazione con i compagni
- difficoltà di relazione con gli insegnanti
- ansia legata alla scuola e fobia scolastica
- un adolescente che non vuole andare alla scuola superiore o alla scuola media
- un adolescente che abbandona la scuola
- problemi come bugie su voti e quello che accade a scuola
- bocciature
possono rappresentare un utile segnale per cogliere un sottostante stato di disagio del ragazzo.
Di solito i genitori possono cogliere qualche segnale di disagio che si manifesta a casa:
- chiusure da parte del ragazzo: difficoltà a stringere amicizia o forti problemi a socializzare, interruzione della comunicazione con i genitori
- un atteggiamento scontroso o apertamente conflittuale
- ansia elevata
- sintomi depressivi
- disturbi fisici (febbre, mal di pancia, mal di testa frequenti)
- comportamenti che i genitori percepiscono come strani o inconsueti
Tutti questi segnali sono sicuramente legati ad importanti aspetti psicologici della crescita, della vita emotiva, delle relazioni importanti di un ragazzo, della sua famiglia e della scuola.
Questi delicati processi spesso vanno incontro a delle crisi fisiologiche, che tendono ad esaurirsi spontaneamente. D’altra parte, l’adolescenza è un’età di crisi, turbolenta per antonomasia.
Talvolta però queste crisi diventano particolarmente lunghe, tendono a non risolversi, o assumono un peso eccessivo che rischia di mettere in difficoltà il ragazzo, la famiglia o, più spesso, entrambi. In queste situazioni, non è la scuola ad essere il problema: la scuola è il posto dove le difficoltà di quell’adolescente si stanno scatenando.
La scuola ci mostra che c’è qualcosa che non va.
[Nel video parlo della differenza fra il comune odio adolescenziale per la scuola e le situazioni in cui mostra un adolescente in difficoltà.][Video con sottotitoli.]
La crescita
Il compito più grande di un adolescente è la crescita. Tutto quello che accade in questa età delicata tocca il tema della crescita e come viene vissuto.
Un ragazzo si chiede se ha quello che ci vuole per essere grande.
Lo fa sopratutto fra sé e sé: non ne parla volentieri, è una cosa delicata, soprattutto se sente che in lui c’è qualcosa che non va.
La capacità di avere fiducia di poter crescere è la misura dell’autostima in adolescenza.
Non a caso, la vergogna è un sentimento molto presente in questa età; continuamente l’adolescente si domanda se ce la può fare.
La vergogna può essere così forte da diventare tutt’altro rispetto ad un’emozione spiacevole ma normale. Può essere il motore che spinge un adolescente a ritirarsi dal mondo sociale ed affettivo (entrare in hikikomori), limitando sempre di più le relazioni con gli altri.
Le relazioni con gli altri possono diventare una fonte di una profonda sofferenza in quanto gli restituiscono un’immagine fallimentare di sé:
“Non sono bravo, competente e forte come vorrei. Gli altri sì.”
Tenendo presente tutto questo, un insuccesso scolastico in adolescenza assume un significato più chiaro:
- se il ragazzo non si sente abbastanza capace, abbastanza forte, le difficoltà della scuola possono mettergli addosso un peso ulteriore, e rafforzare la sua sensazione di essere meno bravo degli altri. L’adolescente, cioè, può leggere nella scuola il messaggio “tu non vali nulla, e non sei in grado di fare nulla“.
- Un ragazzo, se si trova in difficoltà, può anche essere talmente preso dalle proprie preoccupazioni da non avere più risorse da dedicare alla scuola. Lui stesso può essere sorpreso di avere la testa altrove, e di solito non sa dire cosa ci sia che non va.
Quando le difficoltà scolastiche in adolescenza assumono queste caratteristiche è utile pensare che il problema non sia una questione di metodo di studio o di eventuale cambio della scuola.
Il problema sono le risorse che l’adolescente sente di avere per affrontare le prove importanti della sua età. Scuola compresa.
Come ci occupiamo delle difficoltà scolastiche in adolescenza?
In studio e online (via Zoom).

Quando una situazione di difficoltà scolastica in adolescenza suggerisce ai genitori che ci potrebbero essere dei problemi che vanno al di là della scuola, i genitori vengono colti da una forte preoccupazione, una preoccupazione che li spinge a cercare delle soluzioni.
È in questa situazione, solitamente, che decidono di rivolgersi allo psicologo come professionista che può aiutarli a comprendere più chiaramente cosa stia succedendo e limitare la sofferenza del ragazzo e di tutta la famiglia.
Il mio compito come psicologo per adolescenti a Padova e online è quello di aiutare il ragazzo e la sua famiglia a
- valutare la situazione, i punti di forza e le fragilità;
- capire in che modo intervenire: coinvolgere più direttamente il ragazzo o assieme alla sua famiglia? Situazioni (ed età) diverse richiedono approcci diversi;
- proporre la formula di aiuto che permetta al ragazzo di riprendere il suo normale percorso di crescita, tenendo conto delle sue caratteristiche specifiche
Prenotando un primo contatto, parlerai direttamente con me, dott. Matteo Albertinelli. Capiremo insieme quali sono le tue esigenze e chi fra me e i colleghi della squadra di TuoPsicologo hanno le competenze più adatte ad aiutarti.
Lo scopo è di permettere all’adolescente di stare bene; per lui significa ritrovare la sicurezza di potercela fare.
La possibilità di ritrovare un contatto sereno col mondo della scuola è una conseguenza della serenità dell’adolescente.
Tornando a stare bene, avrà le risorse per poter andare bene anche a scuola.