Psicologo su Skype. Il vero motivo per sceglierlo

Contenuti

Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

Se si cercano informazioni sulla psicologia online, dettagli sulla psicoterapia online o se si è alla ricerca di uno psicologo su Skype, le informazioni tendono ad essere rassicuranti.

La psicoterapia su Skype funziona.

Lo dice la ricerca scientifica e lo dice l’esperienza clinica.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i convegni e si è scritto molto sul tema (il dott. Albertinelli di TuoPsicologo ha anche recensito Psychoanalysis Online, una delle opere più significative sull’argomento per la rivista Gruppi).

Tutto questo è vero e ci mancherebbe altro: gli interventi dello psicologo via Skype sono prestazioni delicate. Con soddisfazione, gli psicologi possono affermare che sostegno e psicoterapia online si possono fare, sono sicuri e portano sicuri benefici ai loro pazienti.

Abbiamo l’impressione, però, che non sia questo il punto.

La questione della consulenza psicologica via Skype si può ridurre a un “si può/non si può”, “è sicuro/è pericoloso”, “fa bene/fa male”?

Non è solo la nostra opinione: internet ha modificato radicalmente la relazione fra cliente e professionista, fra paziente e psicologo.

Tutti facciamo esperienza dell’effetto, da un lato o dall’altro della scrivania (e spesso da entrambi).

Psicologo su Skype

In che modo è una rivoluzione?

Prendiamo il discorso apparentemente alla larga, ma queste premesse sono importanti.

Se ti interessa andare al punto salta questo paragrafo.

Internet ha cambiato l’approccio alla conoscenza, prima di tutto.

Oggi tutti hanno potenzialmente a disposizione risorse di livello professionale, che permettono di conoscere una tema con un grado di approfondimento che può essere anche profondo.

La maggioranza dei pazienti vogliono formarsi una propria idea di quello che vivono. Si formano un’idea preliminare di quello che sta succedendo nella loro vita: “Sono depresso? Ho una dipendenza affettiva? Mio figlio è un hikikomori?”.

Quest’operazione svolge un’importante funzione di gestione dell’ansia personale: prevedere, anticipare, controllare quello che ci sta accadendo ci fa sentire meno in balia degli eventi, soprattutto se si tratta di eventi dolorosi.

Detto questo, la maggior parte delle persone non si illude di potersi sostituire ad un professionista.

Anzi, accumulare conoscenze specifiche serve per aprire un dialogo approfondito con il professionista.

(Non solo, certamente: “saperne di più” serve anche a non sentirsi in balia di un’altra persona -il professionista- e a volte può creare degli ostacoli. Non si tratta però di un problema legato ad internet, ma di insidie legate all’ansia, alla fiducia ed alla paura della dipendenza dall’altro.)

Un dialogo di questo tipo fra psicologo e paziente è sicuramente più paritario.

Il paziente rinuncia alla possibilità di affidarsi al 100% allo psicologo, ma ha l’occasione di investire molto di più nel percorso del proprio cambiamento. Quando si è consapevoli, investiti, responsabilizzati, la motivazione a cambiare può fare affidamento su fondamenta più solide.

Quello che divento dipende da me.”

Anche in questo caso, non bisogna illudersi. Per un paziente che cerca prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche questo investimento personale è anche un peso.

La ricerca di informazioni può essere un buco nero di risorse e di energie. C’è sempre qualcosa di più da sapere, un’altra opinione da confrontare… e inoltre può essere difficile distinguere opinioni scientificamente ragionevoli dalla fuffa (o, peggio, da opinioni personali travestite da verità universali. Un peccato, in verità, di cui è difficile non macchiarsi di tanto, in tanto.)

Anche la scelta del professionista è disorientante. Approcci, idee, promesse: si può non avere idea di dove iniziare. Eppure è la cosa più importante.

Psicologo su Skype

Di cosa hai bisogno?

Tutti i professionisti sanno che alla base del loro lavoro c’è la fiducia.

Questo è vero anche per lo psicologo che lavora via Skype.

Non importa che il proprio nome sia stato consigliato da un conoscente, da un ex paziente, o che sia stato trovato via internet. Qualcosa fa sì che una persona faccia un atto di fiducia importante contattando qualcuno a cui raccontare le cose più importanti della propria vita (relazioni, emozioni, paure…).

In questo Skype cambia il gioco.

Ora la possibilità di scelta del paziente è molto più ampia.

Questa è la vera rivoluzione. Non l’efficacia della psicoterapia online. L’efficacia è un prerequisito!

Il paziente, anche quando è costretto a valutare la prestazione psicologica online per via di

  • problemi di posizione geografica
  • impossibilità a grandi spostamenti o spostamenti continui
  • difficoltà legate a problematiche di vergogna o ansia che rendono complicato andare in studio

non ha mai avuto così tanta scelta, potenzialmente.

Gli equilibri dietro alla scelta dello psicologo sono completamente cambiati.

Ora la ricerca può mirare alla scelta di qualcuno di adatto a sé. Qualcuno di cui è stata verificata la competenza, certo, ma soprattutto qualcuno con cui si sente un’affinità.

Un singolo, uno studio, un metodo, la speranza di essere capiti a partire da un articolo che mostra un’attenzione particolare ad un tema o una specifica sensibilità.

Si può cercare (e sperare legittimamente di trovare) qualcuno che parli di me e che abbia qualcosa da darmi che sia fatto proprio per me.

Quali conseguenze

Come abbiamo detto, l’aspetto più pericoloso di chi oggi si trova ad affrontare la ricerca di uno psicologo (su Skype o anche di persona) è quello di perdersi.

Di non riuscire a scegliere. Di finire sommerso dalle informazioni.

Non è una cosa banale, perché rischia di ritardare l’accesso della persona alle cure di cui ha bisogno

  • facendo peggiorare i sintomi
  • portando a conseguenze negative in aree importanti come la vita di relazione (un esempio sfortunatamente diffuso è l’allontanamento involontario dal partner e dalle amicizie perché si sente di non avere le energie per coltivare il rapporto con loro)
  • creando le condizioni per amare riflessioni future sul “tempo perso” (un passaggio molto frequente in psicoterapia, quando si inizia a stare meglio)

Questo accade perché è sì facile trovare informazioni, ma è molto più difficile avere occasioni di scambio.

Attraverso il confronto con un’altra persona è più semplice capire se questa possa fare al caso nostro.

Nel confronto si crea una sorta di reciproco adattamento che comporta dei momenti di sintonia ed altri di divergenza. Per semplificare, è qualcosa che ha a che fare con la “prima impressione” che si ha di qualcuno.

Un’impressione simile non ci dice chi è l’altro al 100%, ovviamente, ma ci dice se possiamo avvicinarci a lui sperando di essere capiti.

Quando avviene un primo contatto del genere fra una persona che sta valutando a chi chiedere aiuto ed uno psicologo, l’incontro gira attorno al tema:

Mi posso fidare di darti in mano le mie cose più intime?

Quello che vediamo che accade in chi ci contatta attraverso internet, è che il primissimo incontro avviene in modo asincrono, per così dire.

Una persona legge qualcosa che abbiamo già scritto e si riconosce. Inizia a pensare:

Questi sanno cosa sto vivendo

Oppure

Mi sembra che questi psicologi abbiano tatto e considerazione sincera verso i propri pazienti. Forse mi posso affidare a loro.”

E molto spesso è una sorpresa. Molto spesso quando si soffre si fa fatica a pensare che qualcuno possa veramente capirti, e non trattare tutta la situazione che stai vivendo con superficialità, come se in definitiva fosse una cosa di poco conto.

La persona che prova questa impressione iniziale, poi, avverte il bisogno di verificarla con un contatto più ravvicinato.

(Il confronto di cui parlavamo poco fa, un contatto vivo fra persone.)

Difficoltà (e soprattutto soluzioni)

Questo ci sembra il punto più problematico del nuovo modo di incontrarsi fra psicologo e paziente, caratteristico del mondo contemporaneo.

Per fidarsi bisogna conoscersi ma mancano le occasioni.

Noi risolviamo in due modi.

  • Organizziamo degli eventi e dei laboratori in studio, in cui i partecipanti possono portarsi a casa informazioni -e soprattutto emozioni- su argomenti che sentono che li riguardano.
  • Diamo la possibilità di parlare con noi attraverso una telefonata (gratuita).

In questi due modi le persone possono trovare risposta alle domande che molto spesso è difficile fare in altri contesti e assumere la piena consapevolezza del fatto che è arrivato il momento di occuparsi di sé.

Contemporaneamente noi, come psicologi, abbiamo delle occasioni in più per rispondere alla chiamata della nostra professione: essere d’aiuto.

Contattare uno psicologo su Skype non è qualcosa di nuovo perché ci si incontra a distanza attraverso l’uso della tecnologia.

(Quello, attraverso il telefono, si fa da moltissimi anni nel campo della psicologia clinica e della psicoterapia.)

Chi cerca uno psicologo via Skype ha già dimestichezza con gli strumenti tecnologici o vive una situazione che lo spinge ad accettare di usarli. Chi sente di avere bisogno di uno psicologo online su Skype ha già fiducia di poter riuscire a parlare di cose intime a distanza (anzi, spesso la distanza ha un effetto facilitante).

La vera novità, la vera ricchezza, è la possibilità di scegliere e il coinvolgimento attivo che questa implica (si potrebbe chiamare “empowerment”, ma preferiamo rimanere più sobri).

È sicuramente un grosso impegno per il futuro paziente, ma è una strada che permette di prendere in mano il proprio futuro.

Una cosa che, a guardare bene, è essenziale per ogni psicoterapia ben riuscita.