Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
Depressione in vacanza
Le vacanze servono a riposarsi e a stare bene.
Queste sono entrambe cose con cui chi vive con la depressione ha delle serie difficoltà.
Depressione in vacanza. Non riuscire a stare bene.
[Una persona depressa vive le vacanze come una prova da sostenere (e se non bastano le forze?). Nel video ne parlo.]
Il riposo e il piacere sono dei problemi seri, per chi è depresso.
L’esperienza della depressione è caratterizzata prima di tutto dalla sofferenza.
La depressione costringe a diventare ipersensibili: esperienze apparentemente banali possono essere occasione di crisi.
Spesso gli amici, che non sanno bene come muoversi, provano ad incitare il depresso. Provano a spingerlo a tirarsi su. Gli danno consigli o, peggio che mai, gli dicono che potrebbe andargli peggio.
Qual è l’effetto? Chi è depresso lo sa bene: queste spinte fanno sentire ancora più abbattuti, più in colpa e fanno venire voglia di allontanarsi dagli altri.
Spesso questa esperienza diventa così travolgente da produrre una sensazione di stanchezza fisica a cui si tenta di porre rimedio dormendo un sonno che ha la sola funzione di mettere momentaneamente in pausa la sofferenza.
Perché questo tipo di esperienza è così forte?
Semplicemente perché chi è depresso sente di non avere le energie necessarie per stare bene, però si sente “sbagliato” a stare male. Si manifesta, cioè, il senso di colpa, come se la depressione dipendesse dalla sua volontà e lui non si impegnasse abbastanza per migliorare.
La depressione che colpisce attorno ad un periodo di vacanza si comporta in modo simile.
Depressione in vacanza. Perché la vacanza butta ancora più giù.
Se per la maggior parte delle persone la vacanza è un’opportunità per stare bene, per una persona depressa diventa una sorta di compito:
“Tu sei capace di stare bene?”
Le opportunità diventano impegni:
- devi divertirti
- devi riposarti
- almeno adesso che non hai niente da fare devi sforzarti di stare bene
E presto si trasformano in accuse:
- Rovini sempre tutto con la tua negatività
- Non sei fatto per stare con gli altri
- Vergognati, ti comporti male e non sai goderti la vita
L’accusatore è principalmente il depresso stesso anche se, proprio perché le vacanze sono motivo di tensione, non è raro che ne risentano anche i rapporti con le altre persone coinvolte.
La vacanza è un’occasione di piacere e manda un messaggio forte e chiaro al depresso:
“Non sai fare altro che stare male.”
Depressione in vacanza. Cosa fare?
Parlo, come sempre, dal punto di vista dello psicologo.
La questione non è tanto quella di fare le vacanze o meno, dove farle e quali accortezze usare per godersele. Ciascuno, quando impara a conoscersi, riesce a creare le condizioni per stare il meglio possibile.
Nel caso della depressione questo significa anche fare in modo di evitare le situazioni in cui si rischia di stare male inutilmente (come evitare dei luoghi di vacanza in cui si finirebbe coinvolti in feste che si finirebbe per passare a chiedersi come mai non ci si stia divertendo, sentendosi invece sempre più distanti da quello che fa stare bene gli altri).
Questo, però, non è sufficiente: gli effetti della depressione torneranno fuori, in un modo o in un altro.
Un’altra esperienza comunissima, in una persona depressa, è quella di iniziare ad eliminare man mano tutte le cose che fanno stare male della propria vita. Attività, rapporti, ambizioni…
Si crea una specie di situazione di inseguimento: una persona scappa dalla depressione che si mangia man mano parti sempre più grosse della sua vita.
Accorgersi che questa fuga non ha dato gli esisti sperati può essere fiaccante, e molto doloroso.
(Spesso però ha il vantaggio di spingere una persona a chiedere finalmente aiuto).
La depressione ha un effetto pervasivo. Vacanze, rapporto con gli altri, speranze per il futuro sono spogliate di tutto quello che hanno di ricco e prezioso e diventano semplici occasioni per vedere se stessi in ottica depressiva:
- incapaci
- falliti
- tristi
Questa situazione, una persona depressa la vive più volte, prima di accorgersene.
Ed è logorante.
Riuscire ad accorgersene è importantissimo, però, ed è l’unico modo per andare al nocciolo della questione: liberarsi della depressione.