Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
Perché bisognerebbe avere paura di litigare con le persone?
D’altra parte si avrà pur diritto di avere ragione e di far valere le proprie ragioni!
E invece non sempre è così, perché si possono creare infiniti ostacoli emotivi al riconoscimento di quello che si potrebbe considerare un giusto diritto.
Paura di litigare con le persone: ostacoli emotivi
Questi ostacoli emotivi possono riguardare vari aspetti dell’esperienza del litigare.
Alcuni di questi ostacoli emotivi riguardano, diciamo così, l’interno, altri l’esterno di una persona.
Quelli che riguardano l’esterno hanno a che fare soprattutto con quello che ci si aspetta dalle altre persone e dal comportamento medio che si tende ad attribuire agli altri.
Questo significa sostanzialmente che, quando ci si espone a delle situazioni sociali, non lo si fa in modo libero e recettivo ad ogni tipo di stimolo. Quello che accade è che
- si tende a selezionare automaticamente alcuni stimoli e a trascurarne altri, come sguardi, parole, atteggiamenti della bocca e così via,
- e di collegare fra loro questi stimoli, elaborandoli nella propria mente
- fino a creare, in modo automatico e prevalentemente inconsapevole, un universo di significati intorno anche alla più banale delle interazioni quotidiane.
Visto che orientarsi nel mondo è un’operazione complessa si tratta di operazioni che la mente svolge per forza di cose in economia.
Bisogna tenere a mente, poi, che è necessario che le cose che ho imparato ieri mi aiutino a prevedere il più possibile come mi si presenterà il mondo domani.
Questo vuol dire che semplifichiamo continuamente l’immagine che abbiamo del mondo allo scopo di renderla prevedibile.
La mente, cioè, ha bisogno di crearsi aspettative per poter provare ad anticipare come comportarsi in una data di situazione.
Ha inoltre bisogno di farlo in modo rapido, senza rimanere impegnata in lunghe riflessioni o infiniti dubbi.
Tutto questo si traduce nella creazione di anticipazioni, prevalentemente automatiche ed inconsapevoli, su come si comporteranno gli altri.
Paura di litigare con le persone: quali anticipazioni sugli altri?
Veniamo al nostro punto, cioè la paura di litigare con le persone.
Un litigio presuppone un confronto con gli altri e, in una situazione di confronto con gli altri, ciascuno di noi anticiperà come potrebbe comportarsi l’altro.
Qui sono possibili anticipazioni che possono favorire la disposizione a litigare, come immaginarsi che l’altro verrà schiacciato dalla propria irruenza verbale, del tipo:
“Ora me lo mangio vivo, questo stupido!“.
Ci sono, ovviamente, anticipazioni dove la parte del leone la farà l’altro:
“Cosa mi succederà se mi lamento? Se dico la mia? Quello mi potrebbe combinare qualche guaio…!“
E i “guai” che si prevedono sono piuttosto importanti.
Alcune persone temono vendette, più o meno concrete, da parte degli altri.
Altre persone hanno paura di finire soprattutto umiliate o di essere zittite da un’argomentazione migliore o da qualcosa che viene detto con più convinzione.
Le anticipazioni che prevedono delle sconfitte, cioè, hanno a che vedere con una persona che fa qualcosa di cui si ha paura, ma, a specchio, anche con le implicazioni che tutto questo ha per l’immagine di sé che se ne ricava.
Quindi, gli ostacoli emotivi che riguardano l’interno della persona che ha paura di litigare con gli altri possono avere a che fare proprio con questo.
Ad esempio, possono avere a che fare con quanto si pensa di essere qualcuno che è spesso destinato a fare delle brutte figure, a sentirsi sconfitto, a risultare inadeguato o “perdente” davanti agli altri. Con quanto si ha paura di non riuscire a farsi valere.
In questi casi, quindi, i comportamenti spaventosi che si attribuiscono agli altri hanno anche la funzione di tentare di ottenere una raffigurazione indiretta di se stessi.
Come a dire: “è bene che io stia in guardia, perché sono il tipo di persona che, davanti a uno così non ne esce vivo.”
Questo è il tipo di difficoltà che tende a caratterizzare le persone che temono in modo particolare il giudizio degli altri.
Paura di litigare con le persone: la percezione di se stessi
Esistono, poi, degli ostacoli emotivi che hanno a che vedere con una percezione diretta di se stessi e che compromettono a monte l’idea di poter interagire con gli altri.
Questo accade quando, ad esempio, si sente di essere delle persone così poco interessanti da aver paura di non essere presi seriamente dagli altri:
“Se mi metto a litigare con questo, sicuramente farò una brutta figura. Farò la figura dello scemo e verrò zittito. Meglio mettersela via e non protestare.”
Un altro esempio importante è quelle delle persone che non attaccano gli altri… per paura di polverizzarli.
Alcune persone, cioè, si sentono così cattive da finire per trattenersi troppo, quando ci sarebbe da far valere le proprie ragioni, sostanzialmente perché non sopportano di esprimere la propria aggressività.
Questo tipo di pensieri, che è caratteristico delle persone depresse, è legato al fatto che è preferibile subire un’ingiustizia che fare qualcosa che farebbe sentire cattivi, perché sarebbe una prospettiva così dolorosa da far perdere il rispetto per se stessi.
L’aggressività, cioè, finirebbe per trasformarsi in senso di colpa.
Qui ho parlato di quello che avviene all’interno della persona che deve litigare che, dal punto di vista psicologico è sicuramente l’aspetto più importante.
Anche la persona con cui si dovrebbe litigare, però, lo è: ad esempio, tutte queste dinamiche tendono ad essere più intense quando ci si trova davanti a qualcuno a cui si vuole molto bene, come ad un partner.
Con le persone importanti dal punto di vista affettivo può essere ancora più difficile non essere frenati da aspetti emotivi di sé con cui si fa fatica a fare i conti.
Questo accade perché le nostre immagini degli altri e di noi stessi si trasformano proprio quando siamo in relazione con persone affettivamente importanti.
Insomma, la questione non è quella di imparare il galateo del buon litigio, ma di riuscire a costruire delle immagini degli altri e, soprattutto, di se stessi che rendano possibile anticipare dei litigi in cui non crolla il mondo.