Pensieri negativi in adolescenza

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

I pensieri negativi è normale che ci esistano, nella mente degli adulti come in quella degli adolescenti.

Hanno la funzione, diciamo così, di una cura mitridatica: come Mitridate re di ponto aveva lo scopo di immunizzarsi dal veleno e a questo scopo si somministrava volontariamente piccole quantità di veleno, un adolescente inconsapevolmente, spesso involontariamente, si somministra dei pensieri negativi allo scopo di immunizzarsi da un eccesso di negatività.

Pensieri negativi in adolescenza: a cosa servono?

Prendiamo ad esempio i film dell’orrore, film che sono organizzati intorno a situazioni che suscitano emozioni negative (es: paura, disgusto) e che tendono ad avere un certo successo presso gli adolescenti.

Sembra che abbiano una funzione simile: l’adolescente va a esporsi alle situazioni connotate negativamente del film in modo da immunizzarsi nei confronti di immagini eccessivamente negative di se stessi, degli altri e della vita in generale.

È come se essere esposti a dei pensieri negativi e iniziare a formare dei pensieri, delle preoccupazioni negative dentro di se, avessero scopo di anni allenare la resistenza mentale, una capacità che nell’adolescente che ancora in via di sviluppo.

Questi pensieri negativi appartengono sostanzialmente a due grosse categorie: amore ed aggressività.

Pensieri negativi e amore

Per amore possiamo intendere la sfera della sessualità, dell’amore propriamente detto, delle relazioni. Insomma, un’area della vita da cui nascono pensieri che riguardano le proprie capacità di relazione, messe contemporaneamente a confronto con quelle degli altri.

Essere capaci di sentirsi competenti in questo campo prevede di poter produrre e tollerare alcuni pensieri negativi, normali e utili.

Ad esempio, la possibilità di poter sbagliare un approccio con una persona a cui si è interessati.

Abbiamo visto che i pensieri negativi hanno la funzione di rafforzare una sorta di capacità di resistenza della mente. Nel campo dell’amore, questo significa anche gestire l’idea dolorosa di poter essere rifiutati.

Rimanendo all’interno del nostro esempio, l’idea di immaginarsi di poter sbagliare un approccio permette ad una persona di contemplare la possibilità di sbagliare come qualcosa di doloroso ma normale.

Sentire di poter sbagliare è fondamentale per non essere troppo spaventati dal fallimento.

Gli adolescenti devono imparare cosa quali sono le loro potenzialità reali e sbagliare spesso li spaventa. Questo accade soprattutto perché non possono contare su un vasto repertorio di esperienze che li rassicuri in merito alle loro capacità.

Spesso gli adolescenti sentono di non poter sbagliare, come se sbagliare fosse uguale ad essere sbagliati, un qualcosa cioè di totalizzante.

Non sono una persona che ha delle chance normali di riuscita, delle chance ragionevoli di riuscita e che può sbagliare, ma uno che, se casca il palco, rischia di essere percepito come qualcuno di totalmente inadeguato“.

Concedersi l’idea di sbagliare vuol dire darsi la possibilità di sbagliare senza sentirsi troppo mortificati.

Questo è necessario per darsi la possibilità di avere anche dei successi.

Vuol dire sostanzialmente riuscire ad avere una visione più realistica di come funzionano normalmente i rapporti umani: a qualcuno si piace, a qualcun altro no.

Per riuscire a piacere alle persone a cui si è interessati bisogna far leva su proprie buone caratteristiche che bisogna però essere in grado di riconoscersi, sostanzialmente.

Pensieri negativi ed aggressività

L’altra area di pensieri in cui i pensieri negativi svolgono una funzione importante è l’aggressività.

Il principio di base è lo stesso di quello della sfera dell’amore: darsi la possibilità di pensare cose che si fanno fatica ad accettare.

Odio e distruttività non sono cose necessariamente piacevoli, però in qualche misura sono necessarie, nella vita.

È necessario, cioè, che un adolescente riesca a immaginarsi di poter essere un po’ aggressivo nei confronti degli altri.

Senza, però, che questo essere aggressivo significhi che è una persona esclusivamente capace di far soffrire gli altri, o che vuole sopravanzare gli altri perché in definitiva se ne sente minacciato.

Pensare di poter essere un po’ aggressivi, cioè, vuol dire riuscire a ricavare un po’ di spazio per sé:

Ci saranno delle volte nella mia vita in cui dovrò alzare un po’ la voce per essere ascoltato, dovrò sgomitare per farmi spazio e questo non vuol dire né che sono un tiranno né che sono eccessivamente crudele ma nemmeno che il mio posto è sempre l’ultimo e che sono destinato a non avere mai una voce.
Altrimenti potrei finire a covare di nascosto il desiderio di uscire, finalmente, unico trionfatore da uno scontro con dei coetanei con cui non riesco ad avere un confronto più ordinario e disteso
“.

Pensieri negativi in adolescenza: quando sono troppi

Se i pensieri negativi riuscissero sempre ad essere utili, però, non ci sarebbe motivo di parlarne.

I pensieri negativi, invece, possono prendere diverse strade che li portano a degenerare.

È anche una questione di proporzioni: quando i pensieri negativi occupano uno spazio particolarmente ampio all’interno in adolescente questo vuol dire che quell’adolescente sta male.

Depressione

Un esempio di pensieri del genere che prendono una brutta strada sono i pensieri di nature depressiva.

  • I pensieri depressivi sono sostanzialmente
  • pensieri aggressivi particolarmente forti nei confronti degli altri,
  • tanto forti che non si riesce a tollerarli
  • e che finiscono per essere vissuti soprattutto sotto forma di senso di colpa.

Sono cattivo perché tutto quello che faccio alla fine finisce per far soffrire qualcun altro.

In definitiva questo fa sì che per me non ci sarà mai spazio nella mente degli altri: sono cosi cattivo che nessuno vorrà avere delle attenzioni per me o provare un interesse per me.

Nei momenti in cui riesco a sentirmi connesso agli altri è perché non sono veramente me stesso e riesco momentaneamente a nascondere queste caratteristiche così disprezzabili di me“.

Mentre negli adulti la depressione si esprime prevalentemente attraverso la tristezza, negli adolescenti può essere così difficile da sopportare, invece, da essere espresso prevalentemente attraverso l’irritabilità.

È come se in questi pensieri negativi scoppiassero, in un certo senso.

[Quindi: se l’aggressività si tramuta prevalentemente in sensi di colpa, pensiamo alla depressione. L’aggressività però può costituire un problema anche quando si mostra in modo esplicito: scatti d’ira, ribellione, comportamento violento]

Pensieri ossessivi

Un altro esempio di pensieri negativi che deragliano è quello dei pensieri ossessivi che consistono nella paura di fare male agli altri oppure a se stessi.

In questa situazione è come se dei normali pensieri rabbiosi verso gli altri o verso se stessi fossero giudicati così impensabili da parte dell’adolescente che li prova da iniziare a vivere di vita propria.

Quell’adolescente, cioè, può pensare in modo rabbioso agli altri o a se stesso solo provando un certo grado di estraneità nei confronti di questo pensiero:

Non sono io che lo penso, è qualcosa che mi viene dall’esterno con cui io non c’entro niente, non voglio centrare niente“.

[Mi sono occupato del questo in un articolo in cui descrivo il pensiero ossessivo in adolescenza e i lavaggi frequenti delle mani, espressione comune della personalità ossessiva.]

Autostima

Un altro esempio di pensieri negativi che finiscono per far del male all’adolescente sono quelli che riguardano la sfera dell’autostima.

Pensieri eccessivamente negativi nei propri confronti fanno sì che tutti i fallimenti, anche quelli della vita quotidiana, anche quelli banali e comuni vengono presi come una conferma di una propria inadeguatezza.

Questo tipo di pensieri negativi tende a mangiarsi lo spazio dei pensieri positivi.

Questo ha anche, paradossalmente, una funzione rassicurante.

I pensieri negativi legati all’autostima

  • garantiscono una continuità nell’immagine di se stesso di quella adolescente. “Ho di me un’immagine negativa ma almeno questo mi permette di capire un po’ chi sono. Mescolare a questo opinioni positive su di me finirebbe per mettermi in crisi“.
  • i pensieri negativi, inoltre non fanno promesse, come quelle di riuscire in qualcosa a cui per l’adolescente tiene molto, che sia lo sport, la scuola, o qualcosa del genere. “Se ammettessi a me stesso che ci terrei a riuscire bene in qualcuna di queste attività e dopo fallissi non lo potrei tollerare“.

Insomma quei pensieri negativi, esageratamente forti nei propri confronti hanno anche lo scopo di proteggersi da un fallimento troppo grande e della possibilità di non avere più nessuna fiducia nei propri confronti.

[Mi sono occupato più nel dettaglio di bassa autostima in adolescenza in questo articolo]

I pensieri negativi sono segnali

Insomma i normali pensieri negativi sono utili come sono utili i segnali stradali.

Quando tutto va bene quei segnali stradali aiutano a muoversi in modo sufficientemente sicuro nel traffico.

Nella vita di alcuni adolescenti la disposizione di questi segnali stradali assume delle caratteristiche crudeli, rigide e severe e allora quell’adolescente non riesce più a muoversi secondo un ragionevole criterio di cautela:

Devo andare nel mondo ma senza pensare di essere invincibile altrimenti il rischio di beccarmi una bella batosta

Quando i pensieri negativi sono troppo invadenti, l’adolescente che ne soffre inizia a dover rispondere a dei criteri interni che finiscono per farlo stare solo male, sostanzialmente, finendo inoltre per fargli perdere l’orientamento.

Ecco, per fortuna, ripensando a questa propria segnaletica interna è possibile che questi adolescenti trovino dei criteri meno severi di guardare a se stessi.