Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
Se si cerca “paura di fare brutta figura” su google, la maggior parte dei risultati riguarda la fobia sociale.
Un collegamento non proprio scontato, a dirla tutta.
Perché pensare ad un problema psicologico?
Tutti noi abbiamo esperienza di aver fatto una figuraccia, magari proprio nell’occasione sbagliata o con la persona sbagliata e ci siamo sentito molto a disagio. Sicuramente ci sono situazioni in cui vogliamo evitare di ripetere l’accaduto e possiamo iniziare a pensare a queste situazioni con anticipo, tanto da iniziare a sentire i polsi che tremano all’idea di fare una brutta figura.
Certe situazioni (come un incontro con persone importanti o a cui siamo affezionati, esami, confronti sul lavoro) attirano le brutte figure e la relativa paura più di altre, e questo dipende sia dalle caratteristiche intrinseche di questi eventi che dalle caratteristiche personali di chi li vive.
Per certe persone, però, la paura di fare brutta figura sembra essere sempre dietro l’angolo.
Insomma, capire quale sia la portata di una paura di fare brutta figura è una questione sfumata (e questo, peraltro, è tipico proprio di come funzionano diverse problematiche emotive).
Paura di fare brutta figura: problema passeggero o no?
L’abbiamo detto: provare paura davanti alla prospettiva di fare brutta figura, in certe situazioni è normale.
Si tratta di situazioni in cui si sente di rischiare di perdere la faccia: anticipare questa prospettiva provando paura ha il paradossale risultato di permettere di attrezzarsi per tempo.
Si arriva più preparati.
Se abbiamo un incontro di lavoro, ad esempio, bisogna sapere di cosa si sta parlando e pensare di essere ragionevolmente capaci di esporlo agli altri in modo efficace.
Certo, non tutto dipende dalle caratteristiche dell’evento: c’entrano anche le caratteristiche personali (e qui iniziamo ad entrare nel campo nella psicologia).
Tutti conosciamo delle persone che si imbarazzano facilmente e che tendono a spiegarsi male, straparlare, fare gaffe in situazioni stressanti (e qui è utile iniziare a chiedersi: “io corrispondo a questa descrizione?”).
La domanda che bisogna farsi è: quanto fa parte del normale carattere e quanto è invece un aspetto problematico di sé?
Avere paura di fare una brutta figura è uno strumento inconsapevole di tutela di noi stessi: mi spavento per prepararmi e migliorare le mie possibilità di riuscita.
In certe persone, però, questo strumento può funzionare piuttosto male.
Ho paura di fare una brutta figura. Costantemente
“Quanti problemi ti crea la paura di fare brutta figura? Quanto ti limita nella tua vita? Quanta sofferenza ti porta?”
È una paura che crea dei problemi, sia in termini di occasioni perdute che di emozioni dolorose?
Il punto è proprio che per alcune persone la paura di fare brutta figura è invadente e dannosa.
Tanto da rendere opportuno pensare ad una difficoltà psicologica strutturata?
Una diagnosi non viene fatta per il piacere di incasellare le persone in categorie precostituite; non ha senso attribuire un pizzico di fobia sociale a tutte le persone timide e socialmente meno disinvolte.
Quando la vita di una persona viene realmente resa più faticosa e dolorosa dalla paura delle relazioni sociali –e la paura delle brutte figure è sicuramente un possibile indizio di questo– iniziare a pensare ad una fobia sociale rende sicuramente più facile farsi un quadro di cosa c’è che non va.
È fobia sociale?
Quello che accade nella difficoltà psicologica a cui è più immediatamente collegabile una frequente e invadente paura di fare brutta figura, la fobia sociale, è che i meccanismi che sono alla base della normale timidezza, del pudore e dell’introversione si inceppano.
Il confronto con gli altri e le relazioni sociali diventano una minaccia.
⬅️ Questa è una caratteristica fondamentale: sono interessate alcune relazioni sociali (ad es: quelle con i superiori/quelle con persone dell’altro sesso…) o, più frequentemente, tutte le relazioni sociali.
Mentre si sta vivendo una situazione sociale minacciosa o quando si anticipa il suo arrivo, si vive un sentimento di ansia o si mettono in pratica alcuni comportamenti che servono ad evitare gli esisti temuti.
La paura di fare una brutta figura è una forma di ansia anticipatoria
- cioè di ansia che si prova prima del verificarsi di una situazione temuta, ma spesso dopo che una situazione simile si è già verificata
che spesso porta a dei comportamenti protettivi
- cioè comportamenti che hanno la funzione di evitare l’esito temuto (la brutta figura)
- che sono spesso inconsapevoli (scordare appuntamenti, creare le condizioni per non incontrare alcune persone, arrivare in ritardo ad una riunione in modo che non ci sia più spazio per portare una presentazione e non dover quindi affrontare il confronto con gli altri…)
… e torniamo a domandarci: quanto è invadente questa paura?
[se vuoi saperne di più, ho scritto un articolo dedicato alla fobia sociale in cui entro più nel dettaglio]
Ansia di fare brutta figura
Se iniziamo a pensare che abbia senso parlare di una condizione di fobia sociale, il termine più adeguato non è più paura, ma ansia.
Sicuramente paura e ansia sono esperienze molto vicine, ma fare un po’ di chiarezza può essere d’aiuto:
- la paura riguarda soprattutto situazioni ben definite
- mentre l’ansia riguarda prevalentemente situazioni in cui il pericolo è inatteso, sconosciuto o non precisamente definito
[definizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione]
Questa distinzione riprende il problema per come l’abbiamo visto all’inizio:
- è un problema oggettivo, in cui la maggioranza delle persone sarebbe verosimilmente portata a sentirsi in difficoltà in quanto potrebbe provare vergogna,
- oppure è un problema prevalentemente soggettivo, in cui cioè sono le persone che soffrono di fobia sociale ad avere una reazione che dipende più dalle loro caratteristiche personali che da quelle della situazione?
Senti, cioè, che sei particolarmente sensibile alla vergogna e alla paura di fare brutta figura?
Un altro dettaglio a cui fare attenzione sono i veri e propri sintomi ansiosi: se anticipando una situazione in cui c’è il rischio di una brutta figura senti come palpitazioni, confusione, sensazione di testa vuota o di distacco dalla realtà, fiato corto, tremori, disturbi gastrointestinali o mal di testa e questo accade con una certa regolarità, è verosimile che sia necessario a pensare ad una difficoltà psicologica strutturata come la fobia sociale.
L’ansia è il campanello d’allarme per eccellenza della nostra mente: quando c’è, sotto c’è un problema che è importante valutare.
Un’ultima considerazione importante: tutte le difficoltà emotive si presentano in un modo unico in ciascuna persona. Questo è importante da tenere a mente, nell’ottica di un trattamento psicologico, perché la terapia consiste nel trovare un modo unico, soggettivo, di stare bene, in risposta a questo modo unico di stare male.
È altrettanto vero che sono moltissimi gli aspetti che accomunano le diverse persone che hanno uno stesso problema (altrimenti non ci sarebbe nemmeno la possibilità di cercare informazioni su una delle proprie difficoltà sperando di trovare una risposta! E invece, fortunatamente, qualche informazione utile e interessante è possibile condividerla anche prima di conoscere una situazione specifica)
L’ansia di fare brutta figura di rado si presenta da sola. Molto più di frequente è un’espressione di una serie di forme di ansia simili, come la paura di parlare con le persone e la paura di confrontarsi con le persone; tutte queste manifestazioni di ansia fanno parte della famiglia dei sintomi della fobia sociale.
Ora puoi domandarti: ci sono interazioni sociali che ti fanno sentire a disagio quanto l’ansia di fare brutta figura?
L’ansia è anche una protezione
Fino a qui abbiamo parlato di paura di fare una brutta figura e provato a definire meglio che cosa avvenga quando si prova paura o ansia in una situazione del genere.
Giunti a questo punto, la domanda più importante che possiamo farci è:
Cosa c’è di così spaventoso nella prospettiva di fare brutta figura?
Quali sono le reazioni ad una brutta figura?
- Timore davanti all’opinioni degli altri
- Vergogna
- Sensazione di inadeguatezza
- Mortificazione
- Sensazione di venire “scoperti”, cioè di mettere a nudo una parte di sé che si considera negativa e di cui ci si vergogna.
Una serie di impressioni negative che arrivano dalla reazione degli altri, ma che partono dalla sensazione che sia emerso qualcosa di se stessi che non si può accettare. Qualcosa di brutto.
L’elemento che distingue veramente una persona che ha una paura passeggera da quella che soffre di un’ansia legata alle situazioni in cui ci si può mettere in cattiva luce è l’opinione che si ha di se stessi.
Hai un’opinione tutto sommato positiva di te stesso, puoi reggere il colpo e andare avanti?
Oppure sai che hai un’opinione negativa di te e fare una brutta figura ti sembra l’ennesima situazione in cui rischi di mostrare al mondo qualcosa di inaccettabile, vergognoso e doloroso?
Le persone che soffrono di fobia sociale si sentono messi a nudo dagli altri ma la vergogna che provano davanti a loro è l’espressione di un’opinione negativa di sé.
La paura di fare brutta figura è una delle forme di espressione più frequenti di fobia sociale proprio perché la brutta figura rappresenta il nocciolo della paura degli altri: mostro agli altri di essere una persona inadeguata, non posso che venire deriso se gli altri si accorgono di quello che provo a tenere nascosto. D’altra parte, nemmeno io sopporto quella parte di me.
Scontrarsi con questa opinione negativa di sé può essere così doloroso che ci si industria, inconsapevolmente, per evitarlo il più possibile e per evitare le relazioni e le situazioni in cui ci si ritrova davanti alle parti di sé che si trovano inaccettabili e alle sensazioni negative che vi sono collegate.
L’ansia può essere un alleato potentissimo (e sempre inconsapevole!) davanti a questo progetto.
Se ci sono persone, situazioni, contesti che ci fanno stare male, la comparsa dell’ansia ci permette di evitarli. (Ricordi quanto dicevo sull’ansia e i comportamenti protettivi? Non si viene protetti solo dall’effetto immediato dall’ansia, che impone di evitare una situazione, ma anche dai comportamenti di origine ansiosa che hanno lo stesso risultato, come dimenticare appuntamenti ed impedirsi di entrare in competizione con gli altri).
L’ansia, per quanto dolorosa, ha una funzione protettiva.
E questa protezione non riguarda tanto quello che pensano gli altri, ma quello che si pensa di sé.
Mettersi al riparo
Se la paura di fare brutta figura ha le caratteristiche dell’ansia e se esprime una paura più generalizzata legata alle sensazioni spiacevoli che si provano nel rapporto con gli altri (fobia sociale), c’è una probabilità veramente molto alta che questo abbia un effetto negativo sulla tua vita.
Sono l’alto tasso di sofferenza personale a cui costringe questa condizione di vita, la sensazione di aver “bruciato” alcune occasioni importanti e la voglia di stare meglio a spingere le persone a cercare aiuto psicologico.
(Richiesta che avviene, di solito, un po’ camminando sulle uova, con la cautela di chi sta affrontando un passo importante.)
Sicuramente si tratta di difficoltà invadenti che hanno l’effetto di limitare la possibilità di vivere liberamente e di solito in queste terapie si parte da lì.
L’aspetto che dà più soddisfazione (e che dà i maggiori benefici) però è la possibilità di tornare ad accettarsi come persone.
Non si tratta di imparare a spaccare il mondo, ma di rifondare il rapporto con se stessi.
Mi sopporto, accolgo i miei difetti senza disperarmi, divento consapevole che anche io sono in grado di dare un mio contributo interessante al mondo.
La psicoterapia serve a creare le condizioni perché il cambiamento si verifichi:
- crea un ambiente sicuro in cui accorgersi di come l’autosvalutazione sia un fenomeno quotidiano e automatico e subdolo
- dà la possibilità di “allenarsi” a pensare in modo diverso a se stessi e al mondo (la funzione del terapeuta è quella)
- consente di fare delle valutazioni realistiche su come muoversi nel mondo, fintanto che non si sta meglio, stando meno male possibile e traendone quanto più piacere è possibile.
L’esito desiderabile è che si finisca per scoprire non solo di potersi tollerare, ma anche di potersi considerare delle persone interessanti.