Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
Ci sono degli adolescenti che sono particolarmente caratterizzati dal loro atteggiamento arrogante.
In un altro articolo ho parlato di quando l’atteggiamento arrogante di un viene rivolto nei confronti dei genitori e di quando, invece, l’atteggiamento dell’adolescente si fa aggressivo o violento.
Qui però mi sembra utile parlare anche di quando l’arroganza colpisce invece i coetanei, anche perché si tratta di qualcosa che i
genitori vedono meno spesso.
Anche se non è qualcosa con cui entrano direttamente in contatto, spesso i genitori intuiscono quale sia l’atteggiamento che l’adolescente adotta con gli altri e lo possono vivere con un certo dispiacere: l’arroganza è una barriera fra il ragazzo arrogante e gli altri, una cosa che complica la sua vita sociale.
Figli arroganti che si complicano la vita
I figli arroganti si complicano la vita nel senso che il loro atteggiamento spesso tende ad allontanare gli altri.
Non è solo una questione di vita sociale, però. Anzi, la faccenda non parte da lì.
L’arroganza spunta fuori nelle situazioni in cui si vuole dimostrare la propria superiorità e schiacciare l’altro.
Questa spinta a mostrarsi superiori può essere letta a partire da diversi punti di osservazione:
- si può mettere l’accento sugli aspetti competitivi (il ragazzo arrogante si sforza di essere o mostrarsi migliore dei coetanei);
- relazionali (il ragazzo arrogante usa l’arroganza come strumento di imposizione di se stesso nei rapporti con gli altri);
- sullo schiacciare l’altro (il ragazzo arrogante si preoccupa di eliminare ogni iniziativa altrui che potrebbe metterlo in cattiva luce, farlo apparire debole o inferiore);
- alcuni degli aspetti più importanti riguardano la sfera soggettiva del ragazzo, cioè l’insieme di quei pensieri e atteggiamenti specifici del singolo ragazzo arrogante che, globalmente, mirano a presentare un’immagine di sé incontestabilmente eccezionale.
Ho detto che questi ultimi, pensieri, atteggiamenti e comportamenti del singolo ragazzo sono fra le caratteristiche più importanti perché costituiscono la base della motivazione all’arroganza.
Figli arroganti. Come comportarsi quando per loro è così importante essere arroganti?
Ha un suo senso dire che l’arroganza nasce dalla voglia di trovare conferma della propria forza.
L’adolescente arrogante può avere voglia di polverizzare una persona con le parole, per sentirsi come una specie di capo militare che cammina fra le macerie di una città che ha appena distrutto:
“Esisto solo io, sopravvivo solo io e gli altri non possono nemmeno pensare di alzare un dito contro di me, perché verrebbero subito annientati.”
Ecco, questa è un’esagerazione e di solito il vissuto tende a essere più sfumato di quello che ho appena descritto , per fortuna, altrimenti dovremmo aspettarci che tutti gli adolescenti arroganti diventino dei dittatori da adulti, mentre sappiamo che non è così.
Però penso che esagerare un po’ con le parole aiuti a capirsi meglio.
E poi nei momenti in cui si manifesta all’arroganza quello che avviene nella mente del ragazzo è qualcosa di esagerato, da un certo punto di vista, è qualcosa che il ragazzo percepisce come molto netto e molto preciso. Come se ad esempio dicesse, fra sé e sé:
“Adesso ti schiaccio”
È un po’ come quando si è innamorati di qualcuno e si vivono dei piacevoli momenti di estasi in cui si pensa:
“Tu sei tutta la mia felicità”
e si è completamente assorbiti da un pensiero che, più che essere un pensiero è un piano d’azione. È come se le idee che stanno alla base di questi pensieri-azione fossero dei progetti tesi a procurarsi una visione di sé e dell’altro:
“Adesso devo sbarazzarmi di questo idiota ed emergere come vincitore (almeno ai miei occhi)” nel caso dell’arroganza.
“Adesso devo meritarmi il tuo affetto e così potrò sentire di essere un fedele e bravo innamorato.” nel caso dell’innamoramento.
Figli arroganti. Risalire alla base della loro arroganza
Quelli appena descritti sono pensieri che nascono da una trama emotiva sottostante e nel caso di una tendenza frequente all’arroganza questa trama emotiva tende ad avere a che fare con una pericolosa incertezza sul proprio valore personale.
[In questo articolo ho parlato più nel dettaglio della mancanza di autostima in adolescenza]
Dico pericolosa, prima che dolorosa, anche se si tratta di qualcosa che è sicuramente piuttosto doloroso, perché voglio sottolineare il fatto che questa sfiducia in sé tenda a far perdere la testa e a far sragionare, per così dire.
Nel momento in cui l’adolescente arrogante nota un’espressione di debolezza in un suo coetaneo corre un fortissimo rischio di vedere in lui la propria immagine, come se fosse riflessa allo specchio.
Anzi, ci vede un particolare di sé, proprio un particolare che è molto simile a qualcosa di sé che detesta.
Ecco, quando si adotta questa prospettiva, la tenacia con cui molti adolescenti difendono il proprio atteggiamento arrogante inizia ad avere più senso.
Vedere una componente di debolezza in un coetaneo mette l’adolescente arrogante in una situazione in cui viene improvvisamente investito dalla voglia di puntare il cannone contro la persona con cui ci si identifica e sparare una cannonata che la elimini: lo scopo reale (e inconsapevole) è quello di eliminare un pezzettino di sé che quell’adolescente arrogante fa fatica a sopportare.
Questo pezzettino rappresenta l’idea della sua debolezza.
L’arroganza, da questo punto di vista, rappresenta una situazione in cui la mente rifiuta la propria debolezza.
Se poi gli episodi di arroganza sono molto frequenti, c’è da chiedersi se il ragazzo che li sperimenta non sia una persona particolarmente allergica al pensiero della propria debolezza, cioè se in lui non ci sia una carenza che riguarda la sfera dell’autostima.
Siccome a meno che un ragazzo non viva solo in cima di una montagna è molto facile che la vita lo esponga a delle situazioni in cui potrebbe sentirsi debole, mancante o in difficoltà, sarebbe utile aiutarlo a cambiare rotta.
Si potrebbe poi aggiungere un altro spunto, partendo da questo tema dell’eremitaggio: le esplosioni di arroganza hanno l’effetto di tenere gli altri alla larga, e in un certo senso si tratta di un effetto desiderabile per l’adolescente. Difatti, essere convinti della propria intoccabile eccezionalità significa anche non lasciare che gli altri si avvicinino, perché se si avvicinassero si sarebbe costretti prima o poi a voler bene a qualcuno di loro, e nella vicinanza con un’altra persona si finirebbe per rivedere prima o poi un pezzo di sé, anche un pezzo che non si vuole vedere e quindi a soffrire.
Evitare il contatto a forza di battute sprezzanti fondamentalmente è spesso un modo per evitare il dolore.
Certo, però, che dato che la vita completamente lontani dagli altri è una cosa un po’ grama, il desiderio di ricercare un contatto prima o poi tende riemergere. E questa è una grossa occasione, per quell’adolescente.