Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
I pensieri hanno fra le loro funzioni quella di elaborare le emozioni e di renderle utilizzabili.
I pensieri, cioè, trasformano le emozioni in qualcosa di utile nel senso che queste emozioni possono informare la persona che le prova:
- sul significato di quello che sta accadendo
- e sul valore che quella situazione ha per lei
- e di conseguenza su quale sia per lui in modo migliore di affrontarla e risolverla in un modo il più possibile coerente con i propri obiettivi, desideri, aspettative.
Mio figlio si lava sempre le mani: gestire l’ansia
In alcune persone, alcuni specifici pensieri falliscono in questo compito
e quei pensieri finiscono prevalentemente per generare allarme sotto forma di ansia.
Davanti a dei pensieri del genere una persona può scoprire che alcune azioni hanno la funzione di sciogliere quell’ansia.
Lavarsi sempre le mani e più in generale un’igiene particolarmente puntigliosa è spesso una di quelle azioni che vengono individuate a questo scopo, lo scopo di sciogliere l’ansia.
Azioni come lavarsi le mani, quando hanno questa funzione iniziano ad assumere un carattere particolare:
Sono percepite come così vitali che vengono avvertite come azioni obbligatorie per sopravvivere a questa ansia diventando compulsioni.
Le compulsioni sono appunto azioni obbligatorie.
Sono azioni che rispondono a pensieri di natura ossessiva:
- cioè avvertiti come preoccupanti e dolorosi dalla persona che li sperimenta,
- che li avverte come illogici e irrazionali ma che lo stesso tempo non può sottrarsi alla loro presenza;
- sono cioè dei pensieri che si impongono alla mente.
Questi pensieri, nel caso di una persona che ad esempio si lava costantemente le mani,
- rispondono a delle motivazioni immediate che potremmo chiamare superficiali, cioè rispondono a una paura esplicita che quella persona ha: la paura di infettarsi, di contaminarsi e di conseguenza morire o di far ammalare qualcuno di caro;
- questi pensieri ossessivi hanno però anche delle motivazioni di tipo più profondo che sono in un certo senso riconducibili a dei gruppi di macro-temi come la sessualità e l’aggressività.
[Ho scritto un articolo dettagliato sul disturbo ossessivo compulsivo in adolescenza e il suo trattamento]
Mio figlio si lava sempre le mani: rispondere a dei bisogni emotivi
Per capire il senso di queste due categorie si può pensare al fatto
che sono, la sessualità e l’aggressività, due modi fondamentali di gestire i rapporti con gli altri, soprattutto nel senso di gestire i rapporti con le persone importanti della propria vita.
Questi rapporti sono particolarmente importanti perché sono quelli che tendono ad essere emotivamente molto densi e, contemporaneamente, spesso sono emotivamente ambigui e conflittuali.
Cosa c’entra questo con i lavaggi frequenti delle mani?
Una persona che sperimenta dei pensieri ossessivi tipicamente ha delle difficoltà a concedersi di pensare delle cose che giudica impensabili rispetto a se stesso o a delle persone importanti della sua vita.
Questi pensieri ossessivi possono manifestare, ad esempio, la paura di perdere una persona importante, un modo per tentare di tenersela vicina, un desiderio di vicinanza che può essere anche di natura romantico o di natura sessuale.
È come, però, se i desideri che riguardano queste relazioni venissero contemporaneamente percepiti come se fossero una minaccia per sé e/o per l’altro.
Minacciosi in che senso?
Ecco, se ci facciamo attenzione, i temi della sessualità e dell’aggressività sono particolarmente importanti in adolescenza.
Possiamo considerare i sintomi di origine ossessiva come il lavaggio delle mani proprio come un tentativo di gestire i problemi della crescita da parte di un adolescente, in particolare rispetto ai temi dell’adolescenza e dell’aggressività.
Questo accade perché
- nel momento in cui si raggiunge all’adolescenza i rapporti con gli altri sicuramente non possono essere gestiti come quando si era bambini
- e questo non vuol dire solo che nella pratica si possono mettere in atto dei comportamenti sessuali o che si può avere una carica rabbiosa più forte da esprimere,
ma che tutti i rapporti con gli altri di un adolescente prevedono di dover inventare un modo di gestire
- l’amore in un modo che, ad esempio tenga conto di un nuovo corpo capace di relazioni sessuali e una nuova maturità, pronta per rapporti più complessi
- e l’aggressività in un modo che risulti capace di proteggere la propria autonomia personale senza sfociare però in comportamenti violenti.
Tutti questi modi di entrare in rapporto con se stessi e con gli altri possono entrare in crisi e un adolescente può sentire di non essere in grado di gestirli.
La paura di essere sporchi e il lavaggio delle mani può essere la traccia di un compromesso all’interno di un adolescente che
- avverte la pressione di un pensiero emotivamente carico
- che però non riesce a gestire, finendo per provare ansia
- e quest’ansia viene calmata, almeno temporaneamente dal lavaggio delle mani.
Quel ragazzo, cioè, sta cercando il modo migliore di gestire al proprio interno le emozioni legate alla sessualità, l’aggressività, i sentimenti verso se stesso e ai sentimenti verso gli altri.
Sostanzialmente, però, in questo momento questa sua capacità di gestione delle emozioni può essere in scacco, proprio perché una parte di lui tenta di espellere questi pensieri, mentre questi pensieri non possono efficacemente essere eliminati con acqua e sapone: fanno inevitabilmente parte della vita per cui gli si riproporranno in futuro.
Allora, alla luce di questo, si può iniziare a pensare di provare ad aiutarlo ad accoglierli, invece di provare a purgarsi da dei pensieri inaccettabili attraverso un azione ripetitiva.