Dipendenza da cellulare nei ragazzi

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

Dipendenza da cellulare nei ragazzi

La situazione attuale è paradossale: per quanto ormai abbia poco senso parlare di “nuove tecnologie” per degli strumenti che sono entrati nella vita quotidiana della quasi totalità degli adolescenti e delle loro famiglie, attualmente la società non sembra essere ancora stata capace di assorbire veramente il fenomeno.

Mi spiego meglio: il cellulare non è più abbastanza nuovo da essere un oggetto sconosciuto, ma non è ancora sufficientemente vecchio da aver permesso di individuare delle strategie consolidate per la sua gestione a livello educativo ed affettivo.

Quindi?

Insomma, è necessario mettersi nell’ordine di idee che ciascuna famiglia che si trova a gestire l’utilizzo dello smartphone da parte dei figli si trova davanti ad un compito educativo particolarmente ostico perché si tratta prima di tutto di capire quale sia la strada più giusta per sé.

Dipendenza da cellulare: sintomi

Partiamo innanzitutto dall’idea che spesso quando si parla di dipendenza da cellulare nei ragazzi si sta parlando di modi molto diversi di utilizzare il cellulare e, soprattutto, di motivi molto diversi che spingono ad usarlo. Vedremo che proprio questo secondo aspetto, cioè individuare le ragioni che spingono un adolescente ad usare tanto il cellulare, è quello fondamentale.

Anche da un punto di vista specialistico, ad oggi non esistono ancora definizioni globalmente condivise per identificare la dipendenza da cellulare.

Sarebbe una cosa importante: una definizione precisa di dipendenza da cellulare sarebbe utile anche

  • per individuare con più chiarezza forme meno problematiche di una vera e propria dipendenza
  • e per aiutare i genitori ad orientarsi nellele difficoltà quotidiane della gestione del rapporto fra adolescente e smartphone.

Non siamo senza punti di riferimento, però.

Quello su cui possiamo fare affidamento è una serie di osservazioni, spunti e segni che ci aiutano ad identificare un certo utilizzo del cellulare come problematico.

Questi sintomi di dipendenza da cellulare vanno cercati innanzitutto nei comportamenti che sono vicini ai comportamenti tipici delle dipendenze:

  • L’utilizzo del cellulare, da questo punto di vista, è un comportamento ricercato in quanto dà piacere e sollievo (dà soddisfazione, distrae dai problemi e dà la sensazione di risolverli)
  • ma che diventa problematico in quanto non si riesce a controllarlo (ad esempio non si riesce a ridurre l’utilizzo, o si continua a pensare costantemente all’uso del cellulare)
  • e si continua a metterlo in atto nonostante le conseguenze negative.
  • Allo stesso tempo, si può sviluppare una tolleranza, cioè la necessità di mettere in atto il comportamento più spesso per raggiungere la sensazione di piacere/sollievo desiderata
  • e quando non si riesce ad usare il telefono si rischia di provare forti sentimenti di ansia, irrequietezza ed irritabilità.

Altri sintomi della dipendenza da cellulare

Oltre alle caratteristiche sopraelencate, ci sono dei segnali fisici utili ad identificare un utilizzo tanto intensivo del cellulare da far pensare ad una dipendenza:

  • digital eye strain: l’affaticamente degli occhi da utilizzo di dispositivo digitale: occhi che arrossati, che prudono, affaticati; vista annebbiata; mal di testa;
  • dolori cervicali risultanti dal fatto di tenere la testa piegata a lungo per guardare il cellulare;
  • aumentata frequenza di malattie e disturbi, derivante dal contatto continuo con il cellulare (bisogne tenere a mente che sulla superficie dei cellulari è presente una gran quantità di germi che possono venire facilmente trasportati dalle mani alla bocca o, ad esempio, agli occhi);
  • l’utilizzo intensivo del cellulare è stato spesso collegato a sintomi di difficoltà psicologiche come depressione, ansia e disturbo ossessivo compulsivo e a difficoltà relazionali.

Quest’ultimo punto è particolarmente importante, perché richiama alla mente due questioni che vale la pena di affrontare esplicitamente:

  • usare il cellulare fa male? È cioè una presenza negativa nella vita degli adolescenti che andrebbe ridotta al minimo?
  • perché gli adolescenti sono così attratti dai loro smartphone? Se ci preoccupiamo di combattere una dipendenza da cellulare nei ragazzi, dobbiamo prima di tutto capire cosa li spinge ad assumere un funzionamento mentale dipendente (ancora prima che dei comportamenti dipendenti).

Dipendenza da cellulare nei ragazzi: cosa li spinge?

Riprendiamo prima di tutto la questione della dannosità del cellulare.

Il cellulare sembra fare male ad alcuni adolescenti in quanto li assorbe, catalizzando in modo così pervasivo la loro attenzione da lasciare spazio per altro.

Ma quello che gli adolescenti fanno con lo smartphone appartiene davvero ad un mondo diverso e distinto da quello degli impegni e delle relazioni in carne ed ossa?

Almeno in prima battuta, è utile che diciamo di no.

Prima di tutto, è utile tenere conto del fatto che gli adulti non nativi digitali e i ragazzi nativi digitali hanno percezioni piuttosto diverse della tecnologia.

L’utilizzo dei nativi digitali è più spontaneo, quasi i vari dispositivi fossero una naturale estensione della loro persona.

[Sono consapevole che la questione è più complessa di così, ma mi sembra importante sfiorarla almeno un po’ per provare a mettersi nei panni degli adolescenti di cui stiamo parlando.]

Il buono e il cattivo uso del cellulare

In serie tv che descrivono con realismo ed efficacia la vita degli adolescenti, come SKAM Italia, il rapporto fra ragazzi e tecnologia è spesso in primo piano.

In questa scena, ad esempio, la ragazza che parla sta riflettendo su un periodo difficile in cui ha allontanato da sé le amiche con il proprio comportamento scontroso. È arrivata (finalmente) alla decisione di parlare con loro, spiegando perché si è comportata male: ammette di essere stata in difficoltà.

E come lo fa?

Con un messaggio vocale, cioè utilizzando il telefono.

Ci sono diversi motivi per considerare questo un buon uso del telefono: la ragazza riesce ad esprimersi, nascondendosi (ma solo un po’) dietro al telefono. La distanza che il messaggio vocale le consente di mantenere le permette anche di esprimersi sinceramente e sentitamente e, alla fine, di riavvicinare le amiche.

Questo modo di comportarsi non solo ha degli equivalenti non-tecnologici con cui molti genitori possono avere più familiarità (lettere, diari lasciati aperti, parlare ad un amico che vada a riferire al gruppo intero, etc) ma che sono caduti in disuso, ma è soprattutto un sostegno alla crescita.

Se serve per parlare di sé e a risolvere le conflittualità con i coetanei, il cellulare aiuta l’adolescente a crescere.

I comportamenti per cui vale la pena di preoccuparsi e di pensare alla dipendenza sono altri. Le radici però sono le stesse.

Gli utilizzi del cellulare che colleghiamo alla “dipendenza da cellulare nei ragazzi”, cioè, hanno anche origine nel tentativo di utilizzare il cellulare a sostegno della propria crescita. Sono, però, dei tentativi falliti.

Adolescenti che usano il cellulare per crescere

[Alcuni adolescenti trovano nel cellulare uno strumento per far fronte a difficoltà emotive][Video con sottotitoli]

Cosa significa usare la tecnologia crescere?

La dimestichezza con la tecnologia è importante da diversi punti di vista per gli adolescenti.

Anche da un punto di vista molto pratico: avere familiarità con le interfacce e il comportamento degli utenti delle applicazioni e dei siti internet più utilizzati significa essere inseriti nel mondo contemporaneo e non partire svantaggiati una volta che l’adolescente si affaccerà al mondo del lavoro.

Molti dei lavori che gli adolescenti di oggi andranno a svolgere saranno ricollegabili, a qualche livello, all’utilizzo della tecnologia e di internet. Questo è vero anche per chi svolgerà dei lavori che apparentemente poco hanno a che fare con questo mondo: lavorare in un negozio o in un’officina, già oggi significa doversi misurare con chi ha una presenza online (sito internet, portali, social). Più è specializzato il lavoro, poi, più questa questione tende ad essere centrale.

Gli aspetti su cui è bene che ci concentriamo qui, però, sono quelli psicologici.

Come abbiamo visto nel breve esempio tratto dalla serie SKAM Italia, la tecnologia (il cellulare in primis) hanno una funzione psicologica fondamentale nella vita quotidiana degli adolescenti.

Il cellulare è uno strumento attraverso cui regolare i rapporti con gli altri e attraverso cui conoscere se stessi, capire chi si è; crescere, appunto.

Gli adolescenti usano Tik Tok e Instagram per confrontarsi con i coetanei e misurare il proprio livello di “riuscita” nel mondo sociale. Non è una semplice questione di numero di like o di followers. È questione di vedere un altro, come si comporta e usare questo confronto per chiedersi:

Chi sono io? Sono spigliato? Posso piacere agli altri? C’è qualcun altro che si sente come me? Sono normale?

Instagram e whatsapp vengono utilizzati per mediare il contatto con i coetanei. Ci si mostra attraverso le Storie, si partecipa ai gruppi, si inviano foto, si cerca consenso con le persone simili e si cerca di avvicinare chi piace.

I videogiochi, quando non sono utilizzati per socializzare (cosa sicuramente più vera oggi di vent’anni fa), permettono ad un ragazzo di conoscersi, scoprendo i propri gusti attraverso l’interazione attiva col gioco.

Nella fruizione di video e di testi trovati online l’adolescente cerca cose stimolanti che lo divertano o lo appassionino, mettendo momentaneamente in pausa il mondo sociale per concentrarsi sulla scoperta di se stesso attraverso il confronto con le idee che si incontrano, stimolo a idee proprie.

Come dicevo poco sopra, tutte queste strategie spontanee di utilizzo del cellulare per superare compiti fondamentali della crescita adolescenziale possono funzionare positivamente, ma possono anche andare storte.

… ma in che senso, di preciso?

Adolescenti in difficoltà

Molto spesso è più importante chiedersi cosa spinga un ragazzo ad utilizzare “male” il cellulare, piuttosto a pensare che il cellulare abbia un’influenza negativa su di lui.

Ad esempio:

Un adolescente che sente di uscire perdente dal confronto con i coetanei sui social e che passa una buona parte del proprio tempo su Instagram può arrivare a passare giornate intere su quegli stessi social osservando gli alitr.

È sicuramente vero che un social come Instagram espone gli adolescenti ad un continuo confronto con immagini di successo, bellezza, spigliatezza, etc. Gli adolescenti che “soffrono” di più di questo contatto, però, sono adolescenti che hanno un’immagine già fragile di sé. Questo adolescente può avere, paradossalmente, un gran bisogno di passare molto tempo a guardare le immagini che lo fanno soffrire.

L’aspetto più importante dell’effetto del cellulare su un adolescente di questo tipo è che porta alla luce le sue difficoltà.

Avvicinarsi e allontanarsi dagli altri

Una delle paure principali collegate a quella che si percepisce come una dipendenza da cellulare nei ragazzi è la paura che la dimensione virtuale li allontani dal mondo delle relazioni sociali con i coetanei.

Molto spesso un utilizzo intensivo del cellulare serve proprio lo scopo di trovare quella che l’adolescente percepisce come una distanza ottimale dagli altri (soprattutto dai coetanei).

Con il cellulare ha modo di osservarli, spesso attraverso una fruizione passiva dei social o di una partecipazione silenziosa a dei gruppi whatsapp, e di stabilire dei rapporti in cui può padroneggiare il proprio livello di esposizione. Non a caso, molti di questi adolescenti si sentono maggiormente a proprio agio a stabilire delle relazioni attraverso la mediazione dei videogiochi. Certo, però, anche queste relazioni hanno livelli variabili di intensità emotiva e possono essere sia molto sostanziose dal punto di vista del nutrimento affettivo (ad esempio quando questi adolescenti chiedono di andare a trovare gli amici conosciuti online) che rappresentare delle occasioni di contatto minimo, poco più che formali.

Insomma, ogni caso va valutato singolarmente, e la domanda deve sempre essere: mio figlio sta riuscendo a trovare un suo modo di stabilire delle relazioni o non riesce a socializzare?

Le difficoltà di socializzazione che hanno origine da un’opinione negativa di sé (bassa autostima) sono, come dicevo, uno dei motivi principali che spingono i ragazzi verso la dipendenza da cellulare (o a qualcosa che ci somiglia).

Non sono però gli unici.

Spesso un uso intensivo del cellulare può essere legato al bisogno di isolamento da dinamiche familiari che l’adolescente non riesce a gestire.

Questo è un utilizzo che è caratteristico da parte di adolescenti che non trovano un modo di gestire la rabbia.

Anche qui, il cellulare, come i videogiochi, più che essere la causa della rabbiosità dell’adolescente è lo strumento che l’adolescente può utilizzare per tentare di gestire la propria rabbia.

In che modo? Ad esempio, per creare una barriera fra se e i genitori, con cui può sentirsi così arrabbiato da non riuscire a parlare.

Un altro esempio di una situazione relativamente frequente è quella in cui l’adolescente si isola con il telefono sperando di essere cercato da un genitore che gli parli dolcemente, lo sopporti nonostante dia problemi e si avvicini a lui senza però soffocarlo. Ovviamente quello che accade nella pratica è che il tiro alla fune fra adolescente e genitore diventa così teso da non rendere possibile alcun dialogo; l’aspetto più importante, però, è che dietro c’è un autentico tentativo di mettersi a disposizione per un dialogo da parte dell’adolescente.

(Ciò non esclude che il cellulare contribuisca ad accentuare, in certe condizioni, la rabbiosità dell’adolescente. Questo è, però, più un incidente di percorso che la causa principale della sofferenza che coinvolge adolescente, famiglia e telefono.)

Insomma, non dobbiamo dimenticarci che il cellulare viene usato, in caso di sottostanti difficoltà emotive, soprattutto come strumento per tentare spontaneamente di risolvere un problema che l’adolescente non sa come affrontare.

Se ci limitiamo ad odiare il telefono, rischiamo di perder di vista quello che può dirci sull’adolescente che lo usa.

E quindi? Cosa fare in caso di dipendenza da cellulare nei ragazzi

[Tentare di “disintossicare i ragazzi dal cellulare” è un’operazione che deve tenere conto del valore emotivo che lo smartphone ha per un adolescente: un aiuto nel raggiungere obiettivi e risolvere problemi.][Video con sottotitoli]

Mio figlio sta sempre al cellulare. È una cosa che non sopporto. Gli fa male e vorrei che impiegasse diversamente il suo tempo.”

Cercare di capire come educare i figli all’uso del cellulare o, nel caso si pensi ad una dipendenza, capire come disintossicare i ragazzi dal cellulare sono due situazioni molto diverse, in realtà.

La dimensione educativa è legata soprattutto a:

  • la gestione di regole di utilizzo, esposte chiaramente e (cosa più faticosa), mantenute con costanza. Questo non significa escludere l’adolescente da ogni possibilità di dialogo su queste regole: significa mostrargli che si hanno delle idee su quello che si desidera da lui e che ci si sente sufficientemente sicuri dell’idea che siano cose che si fanno per il suo bene da imporgliele.
  • il confronto con l’uso del cellulare che gli adulti della famiglia fanno. Come ti vede usarlo? Quanto spesso? In che situazioni il cellulare è vietato(a tavola, mentre si guarda un film, poco prima di dormire)? Essere d’esempio è sicuramente difficile: le necessità di adulti e adolescenti sono diverse. Però bisogna sapere che sicuramente questo confronto esiste già nella mente del figlio adolescente e quindi non può essere evitato.
  • fornire alternative all’uso del cellulare. Cosa può fare? Non è tanto una questione di dargli idee o di chiedergli di fare cose: si tratta di mostrargli ancora una volta quale immagine si ha di lui, cosa gli si chiede e di fornirgli delle proposte che potrà accettare o rifiutare, ma che in ogni caso contribuiscono a formare la sua personalità.

La dimensione educativa sia in diretto contatto con quella emotivo-psicologica soprattutto attraverso l’educazione alla gestione della frustrazione, cioè all’idea che, per quanto sia sgradevole, se si pensa di poter fare sempre quello che si desidera quando lo si desidera si rischia di far fatica a trovare soddisfazione nel contatto con il mondo.

L’aspetto principale della dimensione psicologica del problema, però, non è questo. Quando si pensa che sia necessario disintossicare o allontanare l’adolescente dal cellulare, è probabile che si sia già incrinato un equilibrio: quel ragazzo sta utilizzando il (/abusando del) cellulare nel tentativo di superare una delle difficoltà dell’adolescenza che rendono più ostico il percorso della crescita.

In questo caso, l’uso ripetitivo, ossessivo, intensivo del telefono è una conseguenza di una ferita aperta che l’adolescente tenta di tamponare. Bisognerà sopportare (entro certi limiti!) il legame che ha sviluppato con il telefono: è un tentativo di autocura.

Quello di cui sarà necessario occuparsi, invece, è di aiutarlo a trovare un modo di iniziare ad affrontare con degli strumenti più efficaci i problemi che sente di non riuscire ad affrontare.

Sostanzialmente, nella psicoterapia dell’adolescente, il lavoro è proprio quello di aiutare il ragazzo a rimettere in moto la propria crescita.