Mi sento in colpa per il mio passato

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

È quasi inevitabile sentirsi in colpa se si sente di aver fatto qualcosa di sbagliato.

In parte si tratta anche di qualcosa di utile perché i sentimenti negativi legati al senso di colpa sono qualcosa che può dare una spinta a cambiare.

Ovviamente, però, ci sono anche molti aspetti negativi collegati al senso di colpa che fungono solo da zavorra e da fonte di sofferenza.

Mi sento in colpa per il mio passato: identità

Uno dei più importanti di questi aspetti negativi è il fatto che gli errori del passato rischiano di essere trasformati in un’identità.

  • Questo avviene quando, pensando a quello che si è fatto in passato non ci si concede di credere: “Ho fatto degli errori
  • ma si pensa: “Sono sbagliato“.

Questa che ho fatto ovviamente è una piccola esagerazione. Lo scopo è quello di far percepire la differenza fra il fatto di sentire che quegli sbagli rappresentano solo una parte di sé o sentire invece che sono una delle cose più rappresentative della propria vita.

Quando ci si identifica profondamente con i propri errori li si tratta come la dimostrazione della propria inadeguatezza e cattiveria. Insomma si trattano gli errori del passato come l’invitabile conseguenza di quelle caratteristiche negative che dolorosamente si attribuiscono a se stessi.

Questa percezione di essere definiti dei propri sbagli è qualcosa di schiacciante, perché è come se si avvertisse che dietro ad ogni passo si potesse nascondere il rischio di un nuovo errore che dimostrerebbe a se stessi la propria natura di persona inadeguata.

Questo timore può essere così doloroso da costringere una persona ad una certa passività: “Meno faccio, meno sbaglio“.

[Questo tipo di sentimenti è centrale in chi ha una bassa autostima]

Mi sento in colpa per il mio passato: immagine di sé

Il timore di essere inadeguati che deriva da un giudizio inflessibile riguardo agli errori del passato vuol dire anche dover rinunciare ad un’immagine idealizzata di sé o, meglio, ad un’immagine idealizzabile.

Quello che intendo dire che pensare a se stessi in dei termini ideali o di eccezionalità è qualcosa di cui tutti hanno bisogno.

In moltissime situazioni, pensare temporaneamente di essere senza difetti o infallibili può servire ad agire senza finire paralizzati dai dubbi. Insomma, pensare di essere indubitabilmente buoni e pensare di avere certamente ragione in alcune situazioni è necessario.

Se si è azzoppati, invece, in questa possibilità di realizzazione di se stessi a causa di una percezione negativa di sé, c’è il rischio che la propria vita ne risenta anche in termini molto pratici.
[Ad esempio, una visione negativa di sé condiziona la capacità di accedere a relazioni sentimentali soddisfacenti: mancanza di autostima in amore]

Mi sento in colpa per il mio passato: depressione

L’ultimo esempio su cui mi sembra importante spendere alcune parole è quello in cui il senso di colpa probabilmente ha la posizione più centrale e in cui in definitiva ha ruolo più forte, debilitante.

Il senso di colpa questo ruolo così importante all’interno degli stati depressivi sostanzialmente quando una persona depressa inizia ad essere caratterizzata da un significativo bisogno di sentirsi colpevole.

Questo accade perché le persone depresse si sentono fondamentalmente cattive e ben poco meritevoli di stare al mondo.

I sensi di colpa qui rappresentano un tentativo di gestione di quella che viene percepita come una propria rabbia, una propria aggressività, una propria cattiveria. Insomma, come se tenendo questa rabbia, questa cattiveria al proprio interno le si impedisse di dilagare nel mondo e toccare le persone con cui cui si desidera continuare a mantenere un rapporto.

Anche in questo caso però si tratta di sensi di colpa sproporzionatamente forti, che prendono delle esperienze di fallimento personale e le trasformano in qualcosa di universale:

Quello che è successo è terribile e me ne devo assumere la responsabilità

Se si risponde a questo comando interno in un modo esclusivamente punitivo, però, la situazione non potrà che ripetersi sotto forma di una specie di tormento interiore. In ogni occasione in cui ci si sente inadeguati, cioè, si finirà per pensare grossomodo che si è colpevoli di quello che sta accadendo e che bisogna cambiare e che così non va bene.

Quello che sarebbe importante fare per una persona che si sente così invece è di iniziare a concedersi di comprendere le ragioni del proprio comportamento passato e di perché non si sia riusciti a fare di meglio. Solo così si ha una concreta possibilità di mettersi nelle condizioni di vivere ora in un modo di cui essere finalmente soddisfatti