Allergie e salute mentale

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

Un sospetto

In un recente studio, alcune diffuse forme di allergia (dermatite atopica, rinite allergica, asma) risultano collegate a rischio di sviluppare disturbi mentali.

 

Il dott. Nian-Sheng Tzeng, autore principale dello studio, si interessa alla questione partendo dall’osservazione clinica: i pazienti con problemi di dermatite atopica, rinite allergica e asma sembrano manifestare frequentemente segni di sofferenza emotiva. Lo studio nasce con l’idea di gettare chiarezza sul fenomeno.

La letteratura scientifica sull’argomento con cui viene in contatto il dott. Tzeng è contraddittoria, e un po’ insoddisfacente. Allora, assieme al suo team, decide di concentrarsi proprio su qualcosa di importante, su cui mancano dati: il rapporto fra dermatite atopica, rinite allergica, asma e il rischio di sviluppare disturbi mentali.

La ricerca dura 15 anni, coinvolge i dati di 186.588 pazienti.

 

La conferma

Il 10,8% dei pazienti allergici sviluppa un disturbo psichiatrico. Fra i pazienti non allergici, solo il 6,4%.

Fra una popolazione e l’altra c’è un incremento del 66%!

Confermato il sospetto, il team taiwanese si chiede quale sia il meccanismo sottostante… ma non è chiaro.

Le conclusioni di questo studio suggeriscono, però, la necessità di prendersi cura del rischi emotivi che corrono questi pazienti e prendersene cura tempestivamente.

 

Psicosomatica

La psicosomatica è un campo complesso e ancora molto oscuro.

In questo studio, vediamo la sorpresa di chi, abituato ad occuparsi del corpo, si trova che fare con la mente dei pazienti. È necessaria una certa dose di sensibilità ed acume per riuscire a prendersi cura del portato emotivo di pazienti. Il risultato è una sorta di proclama: dobbiamo curarci anche della mente di questi pazienti.

Possiamo fare anche un percorso inverso, però, se partiamo dalla mente (come di solito, per ovvi motivi, facciamo noi): alcuni modi di occuparsi delle proprie emozioni, vediamo, hanno delle conseguenze sul corpo.

Ci occupiamo, di solito, delle conseguenze negative (di recente abbiamo parlato della depressione mascherata, in cui il corpo è costretto a fare le spese della difficoltà a sperimentare la tristezza).

Le conclusioni sono simili a quelle dello studio: è soprattutto necessario prendersi cura del paziente nel modo più completo, se si desidera che stia bene globalmente, e non solo in relazione al parte di lui che vediamo di persona.