Fobia della scuola in adolescenza: Cause, Sintomi e Come Intervenire

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

La fobia della scuola in adolescenza (o rifiuto scolastico) rappresenta una forte sofferenza.

La sofferenza dei genitori che si trovano spesso spiazzati e impotenti.

La sofferenza dell’adolescente, che tutto vorrebbe meno che avere (e dare) problemi.

Quel che è sicuro, è che quando parliamo di un’autentica fobia della scuola, non siamo di fronte ad un capriccio o svogliatezza. Si tratta di un disturbo emotivo complesso che impedisce al ragazzo di frequentare le lezioni regolarmente a causa di un’ansia paralizzante.

Le difficoltà scolastiche non hanno un unico significato. Questo vale anche per la fobia scolare in adolescenza.

Nella maggior parte dei casi, quando oggi ci si trova davanti una situazione di fobia della scuola in un adolescente, ci si trova di fronte a difficoltà che nascono prima della scuola e che la scuola esaspera.

È di questo che parleremo.

Cos’è la Fobia Scolastica?

Prima di tutto bisogna dire che se si parla di “fobia” scolastica è perché l’adolescente non è semplicemente contrario ad andare a scuola (cosa che capita, certamente, ma è qualcosa di diverso); ha paura della scuola.

Vive uno stato di ansia tale da impedirgli di vedere nella scuola con la serenità che caratterizza la maggior parte dei ragazzi attorno a lui.

Non è un luogo di crescita, di apprendimento e nemmeno una seccatura. L’adolescente la vede come un pericolo.

Si parla di “fobia” proprio perché il ragazzo fa di tutto per evitare la scuola, così come un agorafobico evita gli spazi aperti.

A differenza di chi “marina la scuola” come semplice esperienza di crescita, l’adolescente con fobia scolare prova una sofferenza autentica: spesso vorrebbe frequentare le lezioni, ma ne è fisicamente o emotivamente impossibilitato.

Spesso è proprio il suo corpo a suggerirgli di lasciar stare: malesseri fisici che iniziano a presentarsi inizialmente quando deve affrontare un’interrogazione, che poi possono presentarsi anche solo davanti all’idea di avvicinarsi all’edificio scolastico.

È una condizione fisicamente spossante, insopportabile, che inizia ad accompagnarsi ad un pensiero: “Se sto lontano dalla scuola sto meglio”.

Campanelli d’allarme fisici e psicosomatici

Spesso l’ansia si manifesta attraverso il corpo, specialmente la sera o la mattina, prima di uscire per andare a scuola :

Fobia Scolare vs Assenza Consapevole

Prima di tutto, è bene avere uno schema in mente che ci permetta di avere le idee chiare.
Non tutte le forme di rifiuto della scuola sono forme di fobia scolare.

Teniamo a mente tre scenari diversi:

1. L’infrazione sana: testare le regole

In passato era molto semplice falsificare una firma e “farla franca”. Oggi, soprattutto a causa del registro elettronico, gli adolescenti hanno strategie diverse per forzare i limiti della regola che impone loro di andare a scuola. Per giustificare un ritardo o un’assenza che i genitori vedranno subito, devono ricorrere a delle “invenzioni creative” (es: l’autobus perso, il treno partito prima, il professore che segna un’assenza anche per pochi minuti di ritardo) oppure cercare di persuadere i genitori a diventare complici: “mi fai entrare un’ora dopo, così salto l’interrogazione per cui non sono preparato? Oggi posso stare a casa, così studio bene per il compito di domani?“.

  • Il senso: è un tentativo di forzare i limiti per diventare autonomi nel loro rapporto con le regole. “Capisco quando le regole mi fanno bene, quando sono impossibili da forzare e quando invece posso decidere di violarle, dando la precedenza a quello che desidero fare“.
  • Il piano emotivo: l’infrazione delle regole, anche di piccole regole, mette un po’ a disagio. Il punto è che l’ansia di cui stiamo parlando è sotto controllo, cioè può essere affrontata e rappresenta, anzi, quasi uno stimolo.
  • Cosa fare: è importante non essere né troppo “morbidi”, né inutilmente severi. Il ragazzo va aiutato a rimettersi in riga quando supera i limiti ma, contemporaneamente, spesso sarà utile “fingere di non vedere” e lasciarlo sperimentare.

2. La sfida alle regole: il rifiuto “arrogante”

Alcuni ragazzi, invece, ostentano disprezzo per la scuola: arrivano sistematicamente in ritardo, smettono di andarci e, fondamentalmente, ne rifiutano le premesse: la scuola è una cosa inutile. Spesso dietro questa supponenza si nasconde la paura che il fatto di rispettare le regole significhi essere piccoli, incapaci di scegliere da sé. Negli adolescenti di oggi, questa paura tende ad assumere la forma di una profonda paura del futuro, cioè di non essere capaci di trovare il proprio spazio nel mondo. La scuola e il lavoro vanno rifiutati perché sono “fregature”.

  • Il senso: non è una ricerca di libertà, ma un senso di smarrimento. Fanno come se le regole non esistessero perché non credono che le regole possano aiutarli a costruirsi una vita.
  • Cosa fare: è inutile fare solo “la voce grossa”. Serve un’alleanza: lo psicologo o il genitore devono entrare in empatia con il loro bisogno di sperimentare, portandoli piano piano a capire che il rispetto delle regole è, innanzitutto, rispetto delle relazioni. Prima l’empatia, poi i limiti.

3. Il blocco emotivo: la vera Fobia Scolare

Ci sono infine quei ragazzi che l’ansia la sentono tutta e ne sono schiacciati. Non hanno le energie per manipolare o prendere in giro: sono carichi di vergogna e mortificazione.

  • Cosa fare: In questo caso, dire “ci devi andare” è del tutto inefficace e peggiora rompe le possibilità di dialogo. Spesso si arriva a mettere il rendimento o anche la frequenza scolastica momentaneamente da parte, per riuscire a lavorare sull’autostima. Solo ricostruendo un’immagine di sé positiva potranno ritrovare il “carburante” per riprovare a varcare la soglia dell’aula.
  • Il senso: A differenza dei primi due casi, questi adolescenti vorrebbero andare a scuola, ma sentono di non avere i requisiti minimi per farcela. Si sentono “sputati fuori” dal sistema.

Vediamo però più nel dettaglio quali sono i meccanismi e i sintomi della fobia scolare in adolescenza.

Le cause della paura della scuola: perché succede?

La fobia scolastica nell’adolescente è sempre qualcosa a cui guardare con attenzione.

La scuola tutto è fuorché un luogo neutro, anche per gli adolescenti che non hanno la benché minima traccia di una fobia della scuola. Spesso la fobia scolare è il risultato di un insieme di fattori:

  • Ansia da prestazione scolastica: Ci sono le interrogazioni, che non sono solo prove di rendimento, ma espongono l’adolescente ad una pubblica misurazione del suo valore.

[Attenzione: non intendo di certo dire che le interrogazioni non vadano bene, ma solo che è naturale che diventino fonte di una pressione esageratamente forte per quei ragazzi che sono caratterizzati da una particolare sensibilità]

La scuola, insomma, è un luogo di contatti emotivi molto intensi.

  • Dinamiche sociali: ci sono i compagni. I coetanei sono la fonte di una prova difficilissima: il confronto. Sono riuscito, capace, bravo almeno quanto loro? Questo confronto mi prospetta la certezza di un’umiliazione? [ci sono adolescenti particolarmente caratterizzati da difficoltà di socializzazione per cui questo è il punto centrale]
  • Rapporti con gli adulti: ci sono i professori. Oggi più che mai, il rapporto con i professori non è tanto vissuto sul piano del confronto con i grandi, con un adulto autorevole, ma su un piano di confronto e supporto. Per l’adolescente di oggi, i docenti sono adulti a cui si chiede di essere da guida nel percorso di crescita. La fiducia in questo ruolo di persone a cui ci si affida, dal punto di vista dell’adolescente, espone a delle potenti delusioni.
  • Eventi di vita: in che contesto si inseriscono queste prove? La crescita di quell’adolescente è sufficientemente serena? Ci sono stati eventi in famiglia (un lutto? una separazione?) che stanno già drenando le energie di quel ragazzo? È stato particolarmente

Nell’adolescente che sviluppa una fobia scolastica questi elementi della vita scolastica arrivano sostanzialmente a rappresentare un’esperienza emotiva così intensa da essere ingestibile.

Cosa succede nella fobia scolastica in adolescenza

Di solito è possibile risalire ad un evento scatenante.

Un episodio di bullismo. Una interrogazione vissuta come ingiusta. La percezione di non essere capace di entrare in un gruppo di amici coetanei.

I semplici (apparentemente) cambiamenti che arrivano con un cambio di scuola.

(Non a caso il passaggio fra scuole medie e scuole superiori risulta un momento particolarmente delicato, e quello in cui emergono più di frequente situazioni di difficoltà.)

Sono queste le cause? No.

A meno che non si tratti di eventi traumatici di grossa portata (come un grave lutto), non è utile pensare che dietro alla fobia scolastica ci sia qualcosa “è successo”.

È più utile e realistico pensare all’evento scatenante di turno come alla proverbiale “ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

È ancora più realistico pensare ad un urto finale che ha distrutto un equilibrio che era già fragile. Fragilità che quindi esisteva prima di un qualsiasi evento.

Diciamo, comunque, che qualcosa è successo, e questo equilibrio si è infranto.

Che succede?

Di solito il ragazzo (si tratta prevalentemente di maschi nel caso della fobia della scuola) è molto angosciato. Fa di tutto per nascondere la questione ai genitori e, soprattutto, a se stesso. All’inizio tende soprattutto ad evitare le situazioni temute, fino ad arrivare a non riuscire a non evitarle.

Passerà, ce la posso fare.”

Un atteggiamento di questo genere è molto comune in tutte le persone che vivono una situazione di sofferenza psicologica, anche quando sono adulte.

Si vorrebbe cancellare tutto con un colpo di spazzola. E si è così spaventati che si sarebbe bendisposti a tollerare ansia, pensieri autocolpevolizzanti, crescente isolamento, pur che nessuno venisse a provare a cambiare le cose.

Un intervento esterno, come un genitore che inizia a percepire che c’è qualcosa che non va, o un insegnante attento, può essere percepito dall’adolescente come una minaccia.

Come se il tentativo di aiuto diventasse, ai suoi occhi, una richiesta:

Posso aiutarti? Perché non c’è altra possibilità, devi cambiare, così non ti accetto.”

L’adolescente, in questa fase iniziale, non si sente in grado di cambiare, e teme di stare peggio.

Iniziano le scuse per giustificare i brutti voti (ha iniziato ad andare a scuola meno spesso?), giustificazioni che seguono una loro logica, certo, ma che hanno lo scopo di confondere tutti in modo da ritardare ogni rischioso cambiamento.

Nella fobia scolastica in adolescenza, l’ansia della scuola deve essere tenuta sotto controllo.

Questa sembra essere la prima regola.

Non chiedetemi niente, non mi dite niente

Rischi della fobia della scuola

I rischi immediati sono chiari (e sono quelli che per primi non fanno dormire i genitori): non portare a termine il ciclo scolastico, allontanarsi dal gruppo di amici coetanei, avere conseguenze a lungo termine in campo sociale e lavorativo.

Ogni intervento che miri a contrastare isolatamente questi problemi è sostanzialmente rischioso, perché rischia di danneggiare la comunicazione con l’adolescente.

L’adolescente non esulta per la mancata frequenza scolastica. Lui stesso è spaventato, ma non ce la fa.

L’ottica in cui è difficile mettersi, soprattutto dal punto di vista del genitore, è quella di doversi occupare della fragilità che ha portato il ragazzo a non riuscire a sopportare la scuola.

Questo diventa chiaro quando si affronta la questione della fobia della scuola dalla prospettiva del ritiro sociale, cioè come una manifestazione di una tendenza a prendere distanze dalle altre persone e dal proprio mondo emotivo.

Anche se non è rappresentativo di tutte le situazioni di fobia scolastica, il percorso del ritiro sociale o hikikomori, che inizia proprio con il ritiro dalla scuola e può sfociare nel ritiro dai rapporti sociali in senso più esteso, ben esemplifica cosa si nasconde dietro a queste situazioni di vita.

Negli anni, cioè, un adolescente può costruire un’immagine così negativa delle proprie capacità e del proprio valore personale, da volerla nascondere anche a se stesso, da avere bisogno di non pensarci, fino a che nella sua vita non succede qualcosa che sembra confermargli quello che lui ha temuto per tanto tempo: non vale niente.

Una situazione di radicale carenza di autostima di questa portata viene affrontata dall’adolescente prima di tutto evitando le situazioni che rischiano di ricordargli quella che gli sembra la vergognosa verità: non vale niente.

[L’associazione con situazioni di carenze di autostima è ampiamente descritta nella letteratura clinica e di ricerca. Ad es: Di Vincenzo (2024)]

Se questo sospetto è stato covato negli anni –e i genitori hanno pochissime possibilità di coglierlo, anche se quando si rompono gli argini si sentono colpevoli di una fatale inattenzione- la scuola offre delle occasioni drammaticamente adatte a stuzzicarlo.

L’ansia dell’adolescente anticipa in modo crudele tutte le prove a cui sarà sottoposto e per le quali non si sente adeguatamente equipaggiato.

A scuola tutto può essere vissuto come una prova –delle competenze, della possibilità di piacere agli altri, della possibilità di essere tenuto in considerazione da un adulto- da parte dell’adolescente.

L’adolescente che soffre di fobia scolastica sa già la risposta: non vale niente.

Come aiutare un adolescente con fobia della scuola: indicazioni per i genitori

Quando le cose iniziano ad andare male, cosa fare? Ci sono alcuni elementi da tenere a mente, per gestire l’ansia da scuola:

  • Ascolto empatico: Non sminuire le sue paure (non dire “non è niente”) né insistere perché provi a tornare a tutti i costi quando è troppo presto: avrà lo stesso effetto che sminuire il malessere che sta vivendo ora.
  • Mantenere il contatto con la scuola: Collaborare con i professori per un rientro graduale. Questo è spesso un tasto dolente, perché quando un adolescente arriva a lasciare la scuola, solitamente è già così stanco che può essere molto difficile convincerlo a reinvestirvi come prima cosa. In ogni caso, è fondamentale mantenere un rapporto attivo con i professori per sfruttare ogni piccola possibilità di rientro.
  • Evitare colpevolizzazioni: il ragazzo sta soffrendo, non sta sfidando l’autorità. Bisogna mettere la sua serenità prima di tutto. Quando starà meglio, è probabile che inizi a percepire la scuola come meno minacciosa.

Vediamo più nel dettaglio.

Io e i colleghi psicologi di adolescenti di TuoPsicologo solitamente veniamo contattati da famiglie che hanno già iniziato a contattare i docenti, iniziare con le ripetizioni allo scopo di rassicurarlo e a cercare di trovare qualcosa che motivi il ragazzo a tornare a scuola.

I tentativi di ricucire i rapporti fra adolescente e scuola devono esserci ma devono essere dosati tenendo conto del grado di sofferenza dell’adolescente.

Talvolta, devono essere sospesi, in quanto rischiano solo di farlo stare peggio.

E allora dobbiamo stare fermi?!

No, non fermi. Però la scuola non può diventare l’unico punto su cui focalizzare le attenzioni anche perché non tutte le scuole garantiscono un ambiente percepito come sufficientemente accogliente dall’adolescente, il che complica ulteriormente le prospettive di rientro [es: Sorrenti et al. (2025)]. Il ritorno a scuola non può nemmeno essere l’obiettivo principale, altrimenti si rischia di inimicarsi un ragazzo spaventato e sofferente.

Non all’inizio.

Il ruolo della psicoterapia nel superamento del rifiuto scolastico

La terapia della fobia scolare in adolescenza consiste nella terapia dei problemi emotivi che hanno lasciato l’adolescente esposto alla possibilità di avvertire come bruciante ogni possibilità di sconfitta.

La psicoterapia dell’adolescente prevede un lavoro con il ragazzo, per aiutarlo a sopportare l’idea di poter sì avere difetti e mancanze, ma di non essere così palesemente inetto come sospetta. Bisogna dargli fiducia di poter essere amato per quello che è, proprio perché non è improbabile che possa combinare qualcosa di buono.

Va previsto anche un sostengo con i genitori, più o meno esteso, in modo che possano sopportare la situazione e supportare il figlio.

Se cerchi un aiuto online (cosa che spesso con gli adolescenti è d’aiuto) o vivi a Padova e temi che tuo figlio viva una condizione di fobia scolare, puoi richiedere una consulenza presso il mio studio di Tencarola di Selvazzano Dentro.

Ti chiamererò direttamente io e vedremo insieme chi fra me e i colleghi di TuoPsicologo potrà aiutarti al meglio.