Depressione e voglia di lasciare il partner

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

Depressione e voglia di lasciare il partner

La depressione  cambia la vita di chi ne soffre.

Ne modifica i ritmi, abitudini e ha un effetto anche sulle relazioni.

Uno degli effetti della depressione è una voglia di lasciare il partner che è diversa da quando si desidera interrompere una relazione non più soddisfacente. Sicuramente è molto sofferta.

Depressione e voglia di lasciare il partner. Il contatto con gli altri

[La depressione è un assalto alla possibilità di essere felici. Qui descrivo in che modo la depressione rovina le relazioni proprio in quanto sono esperienze felici.]


Con la depressione arriva sempre una certa difficoltà ad entrare in relazione con gli altri.

Ci sono degli ostacoli (sintomi) fisici, che danno sempre un senso di sorpresa quando diventa possibile accorgersene:

  • Possono essere inibite la memoria e la concentrazione: si creano frequenti sensazioni di annebbiamento che rendono difficile il contatto con gli altri, soprattutto all’interno di scambi su temi affettivamente intensi
  • Può essere presente una sensazione di forte, costante nervosismo che tende a far percepire il contatto con gli altri come fonte di disagio
  • Può essere influenzato il rapporto con il proprio corpo: la cura di sé diventa carente, lo stesso vale per l’alimentazione. Una persona depressa può sentire di essersi “lasciata andare” ed essere diventata inadatta a stare vicina agli altri.

Il primato negativo, però spetta agli ostacoli di tipo psicologico.

Uno su tutti, il senso di colpa.

L’esperienza della depressione è caratterizzata soprattutto da una visione negativa di sé. Ci si sente delle persone cattive, capaci solo di danneggiare se stessi e gli altri.

Quando si è depressi e si ha un rapporto positivo ed intenso con un’altra persona, si fa presto strada la sensazione che quest’altro starebbe molto meglio se non si fosse nella sua vita.

D’altra parte, si va a trovarlo così di rado, si risponde così di rado al telefono, si è così poco disposti ad esserci quando ha bisogno…

Il depresso inizia a pensare così.

Un rapporto speciale: il partner

Più è intensa la relazione, più i sintomi della depressione tendono a farsi sentire.

Uno degli aspetti determinanti, è perché nella relazione con un partner c’è di mezzo il piacere.

Dormire insieme, mangiare insieme, fare l’amore.

Prima dicevo che la visione negativa di sé è centrale, nella depressione.

Una delle conseguenze più immediate di questa caratteristica è che il piacere viene bandito.

  • Il sonno o diventa difficoltoso o diventa un’ancora di salvezza contro sentimenti dolorosi (e quindi si dorme tanto, male e  con la funzione principale di spegnersi).
  • Il cibo può essere avvertito come una forma di piacere immeritato: la fame può passare e l’esperienza apparentemente banale dei pasti quotidiani può diventare una quotidiana sofferenza.
  • Il desiderio sessuale può sparire, con conseguente aumento del senso di colpa.

Avviene qualcosa di affine per altre attività piacevoli (uscire insieme, fare progetti per il futuro…).

Questo significa che molte delle attività condivise con il partner iniziano a separare la coppia: è meglio non fare più le cose che prima facevano piacere, perché sono diventate dolorose.

Mi sembra necessario precisare che realtà il cambiamento non è così netto: l’esperienza più diffusa è quella di una continua e dolorosa contrattazione fra la propria sensazione di non farcela e le proposte, anche gentili ed affettuose, del partner.

Quando la depressione scoppia all’interno di un rapporto già avviato, la sensazione è quella di un male che prende sempre più spazio.

Sempre più esperienze sono vissute in chiave depressiva e si oscilla fra tentativi di “essere normali” e fughe da impegni e attività che si percepiscono come fonte di dolore.

Depressione e allontanamento dal partner

Queste esperienze sono dolorose in due modi:

  • Esprimono una sofferenza legata ai sintomi della depressione (tristezza profonda, spossatezza, mancanza di piacere)
  • Fanno pensare al depresso che il partner, la persona amata, stia soffrendo.

Il senso di colpa che fa da sfondo a molta della vita della persona depressa si amplifica, quando è rivolto ad una persona amata. Ci si sente in colpa di non esserci per lui, in colpa di non sentirsi sessualmente disponibili, in colpa di non voler discutere.

I motivi per cui la depressione può far provare la voglia di lasciare il partner possono essere vari, in realtà.

Non posso dargli abbastanza, lo salvo.”

Cito due delle situazioni più significative:

  • Si può avere la percezione che lasciandolo si metta al riparo il partner. Allontanandosi da lui lo si protegge dalla depressione che “sporca” la propria vita e dai comportamenti di cui ci si sente colpevoli (trascurarlo, sentirsi distanti, non dargli quello che desidera). Lo si lascia, cioè, a causa del senso di colpa.
  • Spesso, proprio eventi o situazioni felici creano delle crisi in chi è depresso. Quando accade qualcosa di buono, la persona depressa può sentire di non meritarselo. Paradossalmente, la felicità fa peggiorare la depressione, in modo insopportabile.

Queste due situazioni sono accomunate da un aspetto, che è importante in ogni situazione di depressione: si sente una forte spinta a fare il possibile per soffrire il meno possibile. E, inconsapevolmente, si agisce di conseguenza.

Il senso di colpa verso il partner e il dolore possono essere così intensi e tangibili che evitare la sofferenza diventa un imperativo.

Questo, sfortunatamente, espone ad altre situazioni dolorose: se per non soffrire più si avverte il desiderio di lasciare il partner, si sente che facendolo si sta rinunciando a qualcosa di bello e prezioso.

Depressione e rabbia verso il partner

Un ultima nota prima di tirare le fila.

Quando una persona che soffre di depressione sente la voglia di lasciare il partner, questo può avvenire anche in un clima rabbioso.

Ci si può sentire non accuditi, non tutelati, non capiti. Si può pensare che l’altro sia un ostacolo alla propria serenità.

In definitiva, i normali sentimenti negativi che tutti provano verso gli altri, anche verso le persone più care, rischiano di essere amplificati.

Anche all’interno di una buona relazione, la persona depressa può sentirsi danneggiata dal partner. In realtà, è la relazione positiva ad essere pericolosa; la relazione frustra e fa soffrire e si sente che per sopravvivere bisogna liberarsene.

È come se si sbagliasse a prendere la mira, sostanzialmente, colpendo il partner invece delle difficoltà della relazione.

Chiaramente, la rabbia ha un altro ruolo importante, in queste relazioni: il partner della persona depressa, spesso in difficoltà a capire come comportarsi, si può sentire esasperato.

Può aver messo in campo le proprie risorse migliori, ma non essere riuscito a trovare altra soluzione che allontanarsi.

[Ho scritto uno specifico articolo sul legame fra depressione e rabbia].

Cosa fare quando c’è la voglia di lasciare il partner?

La depressione può avere un effetto devastante sulla vita di una persona.

L’aspetto più drammatico è la consapevolezza di un conflitto in atto: sentire di amare il partner e sentire allo stesso tempo di volerlo lasciare.

L’aspetto lacerante è che entrambi questi aspetti hanno in sé qualcosa di vero.

Il rapporto può essere avvertito come una risorsa preziosa, ma allo stesso tempo come una fonte di grande dolore.

Nella mia esperienza, è la lucidità con cui è vissuto il conflitto a renderlo particolarmente doloroso: è come sentire una forza che agisce dentro di sé per il proprio male.

D’altra parte, quando vedo una persona depressa, sono già di fronte a qualcuno che ha chiesto aiuto, e quindi a qualcuno che ha intravisto dentro di sé la possibilità di stare meglio (e allo stesso tempo, ha visto dentro di sé l’origine della propria sofferenza).

Se sto male per qualcosa che succede dentro di me, lavorando su di me lo posso modificare.”

Questa presa di coscienza è preziosissima, ed è l’unica via per tornare a concedersi una vita di relazione serena.