Adolescenza e fissazioni

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Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.

In un’altra occasione ho parlato delle difficoltà di concentrazione che sono legate al bisogno di non pensare a qualcosa di doloroso.

Quello delle difficoltà di concentrazione è (spesso) un caso in cui la mente cerca attivamente di non pensare a qualcosa.

Le difficoltà di concentrazione però possono essere anche la spia di un altro tipo di difficoltà della mente: ci sono occasioni cioè in cui la mente del ragazzo ha tutte le intenzioni di funzionare ragionevolmente bene ma non ci riesce perché viene invasa da altre cose come sensazioni, pensieri, idee o anche immagini. Le fissazioni sono idee o pensieri che sono legate a sensazioni spiacevoli che invadono la mente e sono legate a cose che dal punto di vista del ragazzo che le sperimenta sono inaccettabili:

  • ad esempio dei pensieri rabbiosi, aggressivi, violenti che finiscono per spaventarlo
  • oppure l’idea di essere sporco,
  • la paura di fare del male a sé o agli altri, magari con in mente l’immagine di quello che potrebbe
  • come anche il forte desiderio di bestemmiare, avvertito però come qualcosa di estraneo ed opprimente.

Un’altra delle più frequenti di queste fissazioni -o meglio ossessioni– è il pensiero di essere omosessuali, e non nei termini di tentare di capire chi si sia o quali siano i propri gusti, ma un pensiero che esprime un giudizio soggettivo negativo su di sé:

La possibilità di essere omosessuale per me sarebbe inaccettabile, qualcosa che io non tollero.”

È una cosa che va in direzione completamente opposta rispetto a un tentativo di fare una valutazione su di sé, cioè del normale bisogno che un adolescente ha di capire quale sia la propria identità e quali siano le proprie preferenze descrivendosi ora in un modo, ora nel modo opposto a distanza di brevissimi spazi di tempo.

Anzi, un elemento caratterizzante di questo tipo di pensieri e che l’adolescente non li riconosce come propri:

Perché nella mia mente ci dovrebbe essere qualcosa genere? Io non ce la voglio!

Adolescenza e fissazioni: il problema di decidere cosa entra nella mia mente

Il problema sta proprio qui:

la mente dell’adolescente che soffre di fissazioni-ossessioni non accetta alcuni dei propri contenuti, e la strategia che impiega per occuparsene è quella di cercare di impacchettarli e di spedirli fuori.

Gli adolescenti che soffrono di fissazioni sono ragazzi che soffrono del violento contraccolpo di queste idee che ritornano all’interno della loro mente. Il disturbo ossessivo compulsivo, che è l’etichetta formale con cui si individuano le persone caratterizzate molto fortemente anche da ossessioni o, come si dice abitualmente, fissazioni.

Quando questo disturbo si manifesta in adolescenza tende a riguardare dei temi che sono materia calda per tutti gli adolescenti, cioè temi di natura aggressiva o sessuale.

Si tratta di temi particolarmente importanti in quanto l’adolescente è una persona che si trova per la prima volta davanti all’esigenza di gestire in modo maturo questi aspetti che riguardano la vita di ciascun essere umano. La particolarità, cioè, è che adesso che è diventato più grande può (e sente di doversene) assumere la responsabilità, perché il suo corpo è diventato equipaggiato per farlo passare dal regno delle idee al regno dell’azione.

Gli adolescenti che rispondono a queste nuove potenzialità sviluppando delle fissazioni sono adolescenti che sono molto spaventati da queste parti di sé, che avvertono come difficilmente domabili e che hanno a che fare con i desideri e con la loro realizzazione.

Come dicevo, è questo il motivo per cui la mente di questi adolescenti compie il tentativo automatico e inconsapevole di non pensare a queste cose e di fare come se non esistessero.

[Ho scritto un articolo approfondito sul disturbo ossessivo compulsivo in adolescenza e il suo trattamento]

Perché le fissazioni in adolescenza non sono una strategia (inconsapevole) efficace

Inevitabilmente, però, la vita mette ciascun ragazzo davanti a delle esperienze concrete che fungono da stimolo nei confronti di esperienze aggressive e sessuali.

Esperienze romantiche (anche solo quelle dei coetanei), esperienze per cui arrabbiarsi, esperienza avvertite come opprimenti da cui vorrebbero ribellarsi…

Davanti a queste esperienze è come se la mente dell’adolescente che soffre di fissazioni reagisse dicendo, ad esempio:

Ah sì, questo lo riconosco: è qualcosa che ti fa arrabbiare

e di conseguenza il ragazzo si trova nella condizione di essere così spaventato da questo segnale che la sua mente si industria di fare di tutto per non riconoscerlo.

Ed è proprio qui che iniziano i guai, perché quel ragazzo sta richiedendo a se stesso di non pensare a delle cose a cui è praticamente impossibile non pensare.

Al contempo, quella parte della mente che tenta di fare il suo lavoro, cioè rendere comprensibili e gestibili gli stimoli che provengono dal mondo esterno, continua a presentare lo stimolo disturbante. Non può che essere così, dato che cose come l’aggressività e la sessualità sono componenti essenziali della vita umana e non possono essere semplicemente ignorate.

Il problema, come dicevo, è che questo stimolo però non riesce a essere gestito. È come se una parte della mente insistesse, dicendo:

Guarda che questa è un’esperienza per cui sarebbe utile arrabbiarsi, per cui nel tentativo di fartelo capire te lo rappresento in modo molto chiaro: una bestemmia, l’idea di prendere a botte qualcuno, anche l’idea di essere molto cattivo“.


Questo, come dicevo più sopra, può accadere anche a proposito di altri argomenti “caldi” come il sesso o l’autostima.

(A volte queste idee sono cosi insistenti che possono essere messe a tacere solo da un’azione, ma quello è un altro discorso che è quello dei comportamenti compulsivi).

Fissazioni: che fare?

La cosa importante è che quando queste fissazioni sono molto insistenti: mente affannata di quel ragazzo sta anche facendo il possibile per segnalare un’esigenza di tornare a funzionare in un modo più disteso, in modo meno un dispendioso e assillante.

Spesso un adolescente questo fa fatica a concederselo, perché il fatto stesso di vivere l’esperienza delle fissazioni gli può far pensare che ci sia dentro di sé qualcosa di cui vergognarsi e che dunque fa bene a mantenere sepolto.

Quando ci si accorge che sta succedendo qualcosa del genere può essere utile essere particolarmente fermi nel tendergli una mano e comunicargli che deve iniziare a condividere con qualcuno quel carico di responsabilità che tiene tutto addosso a sé.