Articolo a cura del dott. Matteo Albertinelli e del team di TuoPsicologo a Padova e Online.
Il ruolo di genitore prevede diverse fonti di ansia:
- nei confronti dell’educazione dei figli,
- il fatto ad esempio di avere delle responsabilità nei loro confronti,
- il fatto di dover fare delle scelte per loro senza sapere se queste scelte incontrano le disposizioni naturali di quei figli
- e, soprattutto, la sensazione costante che si sarebbe potuto fare meglio.
Ansia per i figli grandi: distanza
Quando l’ansia del genitore si trova al confronto con le specificità dei figli adolescenti o giovani adulti assume delle caratteristiche particolari.
Prima di tutto questi rapporti sono caratterizzati da una maggiore perdita di controllo rispetto alla vita di questi figli.
Se ci pensiamo bene, si tratta della controparte di quel senso di responsabilità genitoriale di cui parlavo poco fa:
- mentre quando i figli sono piccoli il genitore compie continuamente delle scelte per i figli,
- più un figlio è grande, più è autonomo nelle proprie scelte e, contemporaneamente, più distante dai genitori. I genitori, di conseguenza, sono sono meno a conoscenza di quello che passa per la mente di quel figlio.
La distanza che nasce naturalmente fra genitori e figli con la crescita può accendere dell’ansia anche perché crea una distanza affettiva che sostituisce man mano il rapporto di dipendenza radicale che esiste fra il figlio piccolo e i genitori.
La crescente indipendenza dai genitori passa anche per una diradarsi della condivisione fra genitore e figlio, cosa che questo inevitabilmente dà dispiacere ad un genitore anche quando è ben disposto a valutarlo come qualcosa di necessario.
Se ci sono state delle situazioni difficili nella storia dello sviluppo di quel ragazzo,
ad esempio se è stato necessario stargli particolarmente vicino per affrontare insieme dalle difficoltà come nel caso in cui da bambino abbia avuto dei problemi di salute o se un genitore si è trovato ad occuparsi da solo di lui
questo distacco può essere particolarmente difficile e doloroso.
Se si è stati molto vicini allontanarsi può essere piuttosto complesso.
Ansia per i figli grandi: occuparsi di lui
Un’altra fonte di ansia, o meglio, di preoccupazione che può esasperarsi fino a trasformarsi in ansia può essere quella di essere sicuri che il figlio “si sistemi”, dal punto di vista dello studio, del lavoro o della capacità di crearsi una famiglia propria.
Vedere quel figlio felice, realizzato, permette in un certo senso ad un genitore di sentirsi felice in quanto capace di aver dato al figlio gli strumenti adeguati per costruirsi un futuro.
Questa potenziale felicità si accompagna inevitabilmente alla preoccupazione di non aver fatto abbastanza.
“Ho paura di non aver fatto abbastanza per dare a mio figlio tutto quello di cui potesse aver bisogno per costruirsi un proprio futuro“.
Ansia per i figli grandi: discutere
La preoccupazione di non essere stati capaci di fare tutto quello che era necessario per aiutare un figlio nella crescita può essere anche alla base di un altra fonte di ansia, cioè quella che deriva dalla necessità di fare delle discussioni difficili con questo figlio.
Discussioni del genere riguardano ad esempio delle scelte del figlio che non vengono condivise dai genitori.
Un genitore può essere molto tentato di non creare una situazione di contrasto con il figlio che fa delle scelte che giudica anche poco utili alla sua vita.
Se da un lato questo genitore vuole dare sostegno al figlio, vuole però anche comunicargli che non vuole appoggiare il modo in cui sta vivendo, perché lo giudica negativo per la sua vita.
Spesso i genitori sono tentanti di pensare in un modo governato dall’ansia legata agli aspetti negativi delle scelte del figlio, ma di fare delle cose che sono in palese contrasto con questi pensieri.
Ad esempio, davanti ad un figlio che non riesce ad avere un lavoro fisso e una vita stabile per dei motivi che riguardano solo in parte difficoltà oggettive a trovare un’occupazione;
il genitore può pensare che quel ragazzo stesso contribuisca a crearsi dei guai e a gestire male le proprie opportunità;
ma allo stesso tempo quel genitore può scegliere di garantirgli un supporto economico che gli permetta di continuare a comportarsi allo stesso modo.
Essere in grado di concedersi azioni conflittuali nei confronti di un figlio è molto importante, perché evitare il conflitto in ogni situazione comporta il rischio di non riuscire ad aiutarlo a fare i conti con la realtà.
Ansia per i figli grandi: il desiderio che rimanga piccolo
Insomma, l’ansia del genitore di un figlio grande rischia di creare delle situazioni in cui i pensieri non sono del tutto coerenti con le azioni che si compiono.
Questo finisce per limitare l’autonomia di quel ragazzo.
È grande ma continuo a trattarlo come se fosse piccolo perché ho voglia, una parte di me ha voglia di avere a che fare con un figlio piccolo.
Anche dentro ad un figlio grande sì possono rintracciare elementi che richiamano alla mente le caratteristiche di un figlio piccolo da accudire.
Molto semplicemente, questo spesso accade in quanto
- anche se i genitori sanno che un distacco e una non totale condivisione sui vari aspetti della vita sono cose naturali
- possono allo stesso tempo soffrire di questa mancanza di condivisione.
I genitori spesso soffrono della distanza emotiva che si accompagna alla crescita del figlio.
Ecco, questa sofferenza ovviamente fa parte della crescita dell’intera famiglia.
Inevitabilmente a quel figlio crescerà, si allontanerà dai genitori, ma questo non vuol dire che non ci parla più:
- vuol dire che un pezzo della sua mente sarà distante, inevitabilmente distante dai genitore, altrimenti non potrebbe investire su altre persone, ad esempio per la formazione di una nuova famiglia.
Questo, però, fa male.
Di conseguenza, ci si potrebbe chiedere:
“Io, genitore, riesco a non stare troppo male per questa situazione o sento che scava dentro di me?“
C’è il rischio che questo dispiacere renda cieco un genitore, perché rischia di creare della confusione tra quello che sta nella mente del genitore stesso e nella mente de figlio.
Molto semplicemente, ad esempio, spesso si vedono dei genitori che trattano dei figli piuttosto grandi come se fossero dei bambini o giù di lì: questo elemento banale rappresenta un normale piacere di avere ancora a che fare con un figlio piccolo e dipendente. La maggior parte del tempo, però, il genitore adulto riesce a riconoscere un figlio adulto come tale e quindi questo bisogno riesce a metterlo da parte.
Per alcuni genitori, invece, mettere da parte dei sentimenti del genere è più difficile perché, ad esempio, la distanza dal figlio grande può essere estremamente dolorosa.
È proprio questo questa sofferenza a rendere difficile l’individuazione di questo tipo di sentimenti dentro di sé.
Di conseguenza possono essere numerosi scontri e incomprensioni con questo figlio grande che
- c’entrano poco con i banali accadimenti della vita quotidiana
- ma che esprimono soprattutto delle difficoltà a rappresentarsi un figlio per com’è e non per come lo si vorrebbe (ad esempio piccolo ed emotivamente dipendente).
Ansia per i figli grandi
L’elemento più importante di quando ci si approccia a queste situazioni di ansia nei confronti con i figli grandi è di riuscire ad utilizzarle come uno specchio in cui ritrovare il riflesso dei problemi che caratterizzano il rapporto con il figlio.
Questi problemi, come abbiamo visto, spesso riguardano le difficoltà a rappresentarselo come qualcuno che ha a disposizione una propria mente indipendente, almeno in parte, dalla sua storia vissuta all’interno della famiglia di origine.
L’ansia che può provare un genitore davanti a temi così importanti non è una colpa.
Si tratta di qualcosa di cui prendere consapevolezza, cosa impegnativa e spesso dolorosa, perché tutto quello che è problematico e riguarda i figli tocca corde particolarmente intime negli individui.
Nel momento però in cui si arriva a pensare che le difficoltà nel rapporto con il figlio sono create da qualcosa che agisce da dentro di sé si è già sulla buona strada per combinare qualcosa di positivo in merito.
[Altri esempi di difficoltà fra genitori e figli: ansia materna, ansia che interessa i voti scolastici, figli che non studiano e non lavorano, comportamenti problematici, rabbia nei confronti dei figli]