Mi sento inutile cosa posso fare 29 Giu 2018

Mi sento inutile: cosa posso fare?

È un’idea presente da tempo, insistente.

Mi sento inutile. Sono inutile.”

Fa da sfondo alla vita di tutti i giorni, alle attività importanti come il lavoro, ai rapporti con gli altri.

Non solo manca la soddisfazione personale, il piacere e il desiderio di compiere azioni quotidiane e fare progetti, ma tutto è brutto, negativo, stupido.

Manca la motivazione, e allo stesso tempo bisogna combattere contro una motivazione negativa:

che importa? Tanto non serve a niente. Tanto sbaglio sempre.”

Al primo sguardo non sembra che sia successo nulla che giustifichi tutta questa tristezza. La ragione, dice chi si sente così, è la propria radicale inutilità ed inettitudine.

Una pioggia di parole pesanti e radicali: chi ha questa sensazione non crede di avere un problema, ma si sente una persona al 100% inadeguata.

Inadeguata a vivere, alle richieste del mondo, e anche inadeguata quando si tratta di essere felice.

Semplicemente non è possibile, a lei non capita in sorte. Quasi fosse destino.

 

Chi si sente così, si trova a fare una fatica mostruosa. La sentenza di “inutilità” è totalizzante: non si vale nulla, e nessuno può essere interessato veramente ad una persona così.

È una condizione paralizzante.

Non combinerò mai nulla.”

Chi può avere fiducia in me, se sono così?

Gli altri si accorgono che sono inutile: che vergogna!

 

Due facce di un problema

Ci sono due aspetti su cui vale la pena riflettere.

Il primo è l’autostima.

Solitamente è una sensazione che dura da anni, ma solo di recente si è giunti ad una maggiore consapevolezza:

Mi sento inutile e solo.

Mi sento inutile e non reagisco.”

È come se la fonte da cui attingere le energie si fosse disseccata.

Quella fonte, o serbatoio come l’abbiamo già chiamata, è l’autostima.

Se le cose stanno così, bisogna pensare che qualche evento abbia messo a dura prova l’autostima: o è crollata, o non si è mai sviluppata del tutto.

“Crollata” significa che una persona, ad un certo punto, si rende conto di sentirsi e comportarsi in un modo radicalmente diverso rispetto al passato, quando la sicurezza di sé, il desiderio di portare avanti dei progetti e di poter riuscire nella vita non erano in dubbio. Ora, invece, questa persona si sente in modo radicalmente diverso: sente che per lei non c’è possibilità. Si sente inutile.

Una situazione in cui l’autostima non si è mai sviluppata in modo da garantire una vita serena, invece, significa pensare a quelle persone che si sono sentite sempre un po’ fragili, in disparte, secondarie rispetto allo scorrere degli eventi della vita, sfortunate, fino a che delle delusioni importanti o degli eventi emotivamente intensi (come una relazione amorosa andata male) hanno causato da un lato un grosso dolore, dall’altro la necessità di prendere coscienza della propria condizione. Perché soffro da così tanto tempo?

Il senso di solitudine, in questo caso, ha un significato particolare: chi mai può volermi? Sono solo perché non mi merito nessuno.

 

L’altro aspetto importante per chi si chiede cosa fare di fronte al senso di inutilità lo possiamo chiamare, in un modo un po’ generico forse, depressione.

Ha senso parlare di depressione in quanto manca la forza di reagire. Non solo ci si sente incapaci, ma non si riesce a fare nulla per dimostrarsi il contrario.

Ci si sente così esausti da ridurre tutte le “spese” emotive. Si riduce anche il numero delle attività quotidiane. Insomma, mancano le energie, e si tenta di risparmiarle il più possibile.

Si dorme molto, si sta ritirati in casa, si diradano i contatti con gli altri.

Ogni azione è sentita come l’esposizione al rischio di altri danni alla stima di sé.

C’è poi la tristezza: non si è contenti di questo stato di cose.

Questo è un punto fondamentale.

 

Ripartire dalla tristezza

È un passo importante: l’essersi detti che ci si sente inutili è il primo strumento per prendere le distanze dall’idea. Lo si pensa, e l’idea rende tristi.

Bene, questo può essere un punto di partenza. Se si fosse perfettamente convinti di meritarsi questa sofferenza, non ci sarebbe niente da dire e pensare. Formulare l’idea “Mi sento inutile” invece è importante. È anche una critica a questa idea.

“Dev’essere proprio così?” ci si chiede. Ne nasce una lotta interna.

Una parte di sé ha deciso ed è irremovibile: “tu non vali niente”.

Un’altra parte di sé si fa coraggio e si fa un po’ di spazio: “perché mi sento così?”.

Fino a che, solitamente in un momento di crisi particolarmente profonda e dolorosa, il conflitto interiore non si esaspera. È qui che la persona si domanda: “Mi sento inutile: cosa posso fare?”.

È stato fatto un prezioso passo avanti verso la possibilità di rovesciare la situazione.

Una parte di sé non vuole stare male, ed è disposta a riconoscersi del valore.

Questa parte di sé è stufa di sentirsi bloccata, incapace, sempre in secondo piano. È stufa delle limitazioni imposte da una condizione simile: stare sempre un passo indietro, sempre col dubbio e, soprattutto, non riuscire a sentire che i propri bisogni vengono soddisfatti.

 

Cosa vediamo noi

È in questa fase delicata che noi vediamo le persone che soffrono di questo senso di inutilità.

Ci presentano la condizione insopportabile:

“Non vede che sono un buono a nulla?”

“Non vede che a me tocca solo il peggio della vita?

Li vediamo radicalmente e dolorosamente convinti, e non servono rassicurazioni. Semplicemente, le rassicurazioni sul valore personale cascano nel vuoto.

Questo perché non si tratta di malumori passeggeri, ma di una situazione seria.

Questi nostri pazienti sono sicuri di essere inutili come sono sicuri al di là di ogni dubbio che il sole sorga al mattino e tramonti a sera.

Però, fortunatamente, sono anche stufi, esasperati da questa situazione: non è possibile continuare ad essere dominati da questo senso di vergogna e inadeguatezza.

Basta.

Sono arrivati al punto da raccogliere le energie ed affrontare la situazione.

Assieme a noi riscoprono la loro storia personale: gli eventi, le relazioni che li hanno portati ad essere così sicuri, così persuasi che non valesse la pena di curarsi di sé.

Mi sento inutile. Cosa posso fare?”

Noi aiutiamo chi prova queste sensazioni così dolorose ad affrontare questa la situazione: non è facile, ma si può fare tutto il possibile per andare oltre.

C’è un di più, inoltre. Affrontare il proprio senso di inutilità non significa semplicemente “aumentare la propria autostima” o stare un po’ meglio. Significa fare tesoro delle brutte esperienze.

Queste esperienze, che hanno portato sofferenza, hanno un vantaggio: mettono davanti ai desideri che si sente di non essere riusciti a realizzare e ai bisogni rimasti insoddisfatti.

Si tratta di un’occasione per capire chi si è e come rendere la propria vita più soddisfacente.

 

Pensi di avere un bassa autostima?

Autostima