Dipendenza affettiva come uscirne 14 Ott 2018

Dipendenza affettiva: come uscirne?

La dipendenza affettiva è una ricerca quasi disperata di relazioni soddisfacenti. Significa avere bisogno di un altro per stare bene, desiderare stargli vicino, sempre, rendendosi conto a poco a poco di quanto questa vicinanza avvertita come tanto necessaria sia dannosa.

Chi soffre di dipendenza affettiva inizia ad avere consapevolezza, nel tempo, che le relazioni che costruisce hanno un grosso difetto: finiscono per farlo stare male.

Chi soffre di dipendenza affettiva, però, continua a rimanere all’interno di questo tipo di relazione e, soprattutto, a costruire sempre lo stesso tipo di relazione. L’alternativa, sente, è di gran lunga peggiore.

Cioè: l’alternativa ad una relazione dolorosa è l’assenza di una relazione o, peggio ancora, la prospettiva di essere lasciati.

 

Relazioni complicate

Senso di solitudine e paura dell’abbandono sono alimentate da un bisogno profondo: il bisogno di sentirsi amati.

Proviamo a vedere di preciso cosa accade.

Chi soffre di dipendenza affettiva crea, senza rendersene conto, una situazione in cui gli altri hanno un compito enorme.

L’investimento sul partner è grandissimo: gli viene richiesto di essere un sostegno, una costante fonte di rassicurazione.

Ti amo.

Per me sei importante.

Spesso, allora, capita che l’altro senta sempre questa richiesta sempre più come un peso e si senta oppresso: si stufa.

Chi cerca il conforto che deriva dall’essere amato, di conseguenza, inizia a sua volta a percepirsi come un peso… che è un modo molto forte di non sentirsi più amati, proprio per nulla.

 

Può capitare, inoltre, che l’insicurezza diventi così forte da trasformarsi in gelosia. Il partner allora si spaventa e si arrabbia, si sente travolto e prevaricato. Di nuovo, chi fa tutto per essere amato subisce il contraccolpo del rifiuto del suo sentimento così forte.

 

Un’altra strategia inconsapevolmente utilizzata da chi crea situazioni di dipendenza affettiva è quella di mettersi costantemente in secondo piano, una sorta di modo di mettere la persona amata su un piedistallo, e mortificarsi per elevarla il più possibile.

Lo scopo a cui aspira è di essere finalmente presi in considerazione: “se ti do così tanto non puoi che volermi bene (vero?)”.

In questo caso, il rischio è di un genere piuttosto subdolo: il partner rischia di non sentirsi veramente ascoltato, veramente amato. Ci si aspetta qualcosa da lui; è di nuovo un problema di pressione eccessiva, ma con una sfumatura di più: chi è oggetto di questa attenzione così forte, tende a sentire di non essere in contatto intimo con chi dice di amarlo tanto. Alla fine, non sembra fare differenza quello che pensa: è tutto uguale, viene lusingato e accontentato… ma non ascoltato sul serio.

Insomma, chi soffre di dipendenza affettiva, che cerca con così tanta forza l’intimità, tende a riproporre col partner la situazione in cui essa stessa si sente incastrata (senza saperlo):

Non posso essere ascoltata ed amata sul serio.”

 

Uscire dalla dipendenza affettiva: qual è il problema?

Chi soffre di dipendenza affettiva si sente insoddisfatto e triste di non poter emergere per quello che è veramente e per il dolore di non sentirsi ascoltato. È così impegnato a cercare conferme nell’altro da non riuscire a vedere quale bisogno lo spinga ad essersi gettato a capofitto nella ricerca disperata dell’approvazione altrui.

Le cause della dipendenza affettiva vanno ricercate proprio all’ombra di questa ricerca: quello che si trova è un problema di autostima.

La ricerca di conferme di cui si è affamati è il tentativo di colmare con l’aiuto di altri una mancanza che si sente di avere e che non ci si sente in grado di colmare da soli. Si tratta del bisogno di provare una profonda fiducia, che si alterna con facilità alla radicale sfiducia nei confronti delle persone da cui si è stati delusi.

Questa mancanza di autostima in amore che si esprime come insicurezza di coppia rappresenta l’espressione di una storia di vita che ha come cuore (ferito) pulsante la sfiducia nella possibilità di essere amati.

Il dubbio:

Ma io valgo qualcosa?

Questa idea così dolorosa si appoggia su una storia personale che ha fatto sì che si iniziasse a credere, in modo inequivocabile e subdolo, in quanto inconsapevole, di non meritarsi granché dalla vita.

Di doversi nascondere, altrimenti gli altri potrebbero accorgersi di quanto si è persone di scarso valore. È chiaro che, partendo da queste premesse, il rapporto con l’altro non possa che essere giocato in difensiva (con tutti i rischi di creare una distanza col partner e far raffreddare i rapporti).

Però, prendere consapevolezza di queste difficoltà è un ottimo risultato. È il primo passo per sbarazzarsene.

 

Liberarsi della dipendenza affettiva: affrontare il problema

La prima tentazione, quando si sta male, è di non occuparsi delle proprie difficoltà sperando le cose cambino da sé.

Nonostante questa speranza, si infiltra nell’esperienza quotidiana la sensazione che ci sia qualcosa che non va, qualcosa al di là del dolore per le difficoltà ad avere delle relazioni soddisfacenti.

Ci si accorge, allora, che questo tipo di situazione si ripete, relazione dopo relazione.

In un primo momento si combatte la paura di essere “sbagliati”, “malati”, “rotti”.

Si combatte con idee come “sono sfortunato“, “non me ne va bene una“.

È importante capire che anche queste lamentele verso il destino spesso nascondono lamentele verso se stessi.

Pensare “non me ne va bene una“, “non sono destinato a vivere un bel rapporto d’amore” è qualcosa di solo apparentemente innocuo. Questi pensieri esprimono in realtà tutto il senso di inadeguatezza provato davanti alle difficoltà della vita:

Non mi sento adatto ad avere una relazione infelice.”

Non me la merito.”

Non mi potrà mai capitare.”

Come se si fosse una persona di serie b.

Lamentarsi del destino, quasi scherzando, parla di te, parla di chi, prendendo il discorso un po’ alla lontana per non rischiare di farsi troppo male, si chiede se vale qualcosa o no.

La paura che non si avrà mai la possibilità di stare bene con qualcun’altro è così spaventosa che è molto difficile pensarci, rifletterci, usarla per cambiare finalmente le cose.

 

Superare la dipendenza affettiva: quando il dolore ha il sopravvento

Si arriva ad un punto, però, in cui fa tutto troppo male.

I fallimenti creano un circolo vizioso: tutto conferma che le cose non sono destinate ad andar bene, in campo sentimentale: è circolo  vizioso che fa sprofondare ulteriormente l’autostima ad ogni fallimento.

Si aggiungono, spesso, dei sintomi che aumentano la sofferenza: ansia e una depressione tenace sono i più frequenti.

Fare qualcosa diventa un’urgenza.

Ecco che si cercano delle soluzioni a quella che ormai si riconosce come una situazione di dipendenza affettiva soluzioni.

Si tenta, spesso, in un primo momento di trovare un modo per uscire dalla dipendenza affettiva da soli. Una cosa difficile, proprio perché fino a questo momento si sono ripetuti, diabolicamente, i medesimi errori

Le relazioni positive sono rese fragili dalle insicurezze.  È soprattutto chi soffre ad essere fragile, però. L’insicurezza agisce nell’ombra ed è questa insicurezza, espressione di una bassa autostima, a trasformare le occasioni di felicità in situazioni di vita dolorose.

 

Come liberarsi dalla dipendenza affettiva: ricerca di una soluzione

Come abbiamo visto, spesso chi ha una bassa autostima soffre di alcuni sintomi come ansia e depressione.

Alcune di queste persone valutano con profitto di seguire una cura farmacologica, che è utile soprattutto per rendere i sintomi più compatibili con la vita quotidiana.

I vantaggi sono anche altri (pur essendo spesso un passaggio non necessario): vengono create le basi per un proficuo lavoro psicologico, che è quello di cui chi soffre di una condizione di bassa autostima che compromette il suo amor proprio e le relazioni importanti della sua vita.

La psicoterapia permette di ristrutturare il modo di percepire se stessi così da… essere più fedeli a se stessi.

Non si tratta solo di “non stare male”, che è una cosa importantissima e necessaria: quando si sta troppo male non è possibile nessuna crescita psicologica, nessun cambiamento duraturo. Quando la sofferenza è troppa, la maggior parte delle risorse personali sono impiegate allo scopo di non soffrire troppo.

Oltre a limitare il disagio noi, attraverso la psicoterapia, aiutiamo chi soffre di dipendenza affettiva a:

  • diventare consapevole di come costruisce le relazioni
  • diventare consapevole della dolorosa mancanza di autostima che lo porta ad avere un bisogno così profondo dell’altro
  • capire cosa lo fa star bene sul serio
  • riappropriarsi delle forze impegnate per non stare troppo male.
  • essere più soddisfatto della propria vita e dei propri rapporti affettivi

Per noi, vedere qualcuno che torna padrone della propria vita è la più grande soddisfazione che il nostro lavoro può dare.

 

Pensi di avere un bassa autostima?

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